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Verrà presentata oggi alle 11.00, nel Salone del Ministro di via del Collegio Romano, la mostra De Chirico a Ferrara. Metafisica e avanguardie,in programma nella cittadina estense dal prossimo 14 novembre. Un evento che si pone l'importante obiettivo di ricostruire il legame tra l'artista di Volos e i suggestivi e scenografici spazi urbani di Ferrara, complici, questi ultimi, della definitiva elaborazione della poetica metafisica.  
In Italia de Chirico era stato richiamato da Parigi nel 1915, allo scoppio della I guerra mondiale, finendo destinato al 27° reggimento di fanteria di stanza a Ferrara. In considerazione del suo cattivo stato di salute, gli fu permesso di svolgere un lavoro ausiliario e di continuare a dipingere. Nei tre anni successivi l'artista realizzò capolavori come Le muse inquietanti, Ettore e Andromaca, Il Trovatore, accomunati dall'ambientazione straniante e dall'atmosfera sospesa: "piazze fuori dal tempo immerse in tramonti fantastici o stanze segrete dalle prospettive vertiginose" che "fanno da sfondo agli oggetti enigmatici scoperti nelle peregrinazioni tra i vicoli del ghetto, o diventano il palcoscenico su cui recitano manichini da sartoria".E' una pittura al di là della fisica (dello spazio e del tempo) quella che de Chirico tenta di realizzare, proponendo la visione di cose inserite in contesti inconsueti, di personaggi senza volto nè anima, di prospettive e luci incongrue. Una visione capace di penetrare 'l'enigma del vero' e l'essenza profonda della realtà.  
De Chirico condivise le sue intuizioni, cui attribuì il nome di “metafisica”, con il fratello Andrea (alias Albeto Savinio), oltre che con i colleghi Carlo Carrà, Filippo de Pisis e Giorgio Morandi, tutti chiamati dal caso a soggiornare tra le medesime mura. In mostra, a Ferrara, ci saranno anche le loro opere e quelle dei numerosi artisti che, perfino dalle barricate insaguinate delle avanguardie d'oltralpe, seppero trarre linfa nuova dalla ricerca dechirichiana.
L'evento, a cura di Paolo Baldacci e Gerd Roos, è organizzato dalla Fondazione Ferrara Arte e dalla Staatsgalerie Stuttgart in collaborazione con l'Archivio dell'Arte Metafisica di Milano/Berlino.