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Un patrimonio culturale, artistico ed archeologico, di elevatissima qualità, le cui potenzialità sono ancora largamente inespresse. È la premessa da cui ha preso il via a Paestum la XVIII edizione della Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico, inaugurata giovedì 29 ottobre e in programma fino al prossimo primo novembre. Nel corso della prima giornata di lavori molte sono state le proposte e le relazioni presentate sullo stato dei Beni e delle Attività Culturali in Italia, con particolare riferimento alla situazione meridionale. Un tema che allo stato attuale, nel Mezzogiorno, è di fondamentale importanza è sicuramente quello della programmazione dei fondi dell’Unione Europea: “Per le regioni del Sud sono disponibili oltre 500 milioni di euro di fondi comunitari – ha dichiarato Antonia Pasqua Recchia, segretario generale del ministero dei Beni e delle Attività Culturali e Turistiche – e le amministrazioni devono impegnarsi a fondo per utilizzare appieno strumenti che rappresentano una svolta importante insieme all’incremento dei fondi Mibact con la legge di stabilità a il ritorno a un nutrito pacchetto di nuove assunzioni». Nello specifico, è stata rimarcata con forza la necessità di utilizzare le risorse europee, provenienti dal Piano di Azione Coesione 2014-2020 dell’Unione Europea, per supportare un sistema di sviluppo capace di migliorare l’accessibilità turistica nei siti culturali e di incrementare le strutture ricettive, per incentivare i turisti a permanere sul territorio per più giorni. Un’azione sicuramente complessa e stratificata, che ha bisogno del supporto di istituzioni territoriali, mondo imprenditoriale e di nuova forza lavoro.
I primi incontri della Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico, però, sono serviti anche per certificare il momento d’oro del turismo culturale in Italia. Secondo i dati del Centro Studi del Touring Club infatti, nei primi otto mesi del 2015, musei e aree archeologiche del Belpaese hanno fatto registrare un +4,5% sul numero di visitatori (28,9 milioni di turisti) e un +13,6% (102,5 milioni). A sorprendere ancora di più è il dato che pone il Sud come macroarea con la crescita più imponente (+14,3%), con punte di eccellenza in Campania (+25,5%) e Sicilia (+21%). A livello nazionale il risultato è, probabilmente, dovuto anche alla visibilità internazionale portata dall’Expo milanese, che ha portato ad una crescita notevole di pubblico anche nella provincia di Genova (+24,1%), in quella di Padova (+26,7%), di Venezia (+8,1%) e di Roma (+9,6%). Tra i centri urbani più piccoli, grandi risultati per Bergamo (+13,5%) e Varese (+22,4%). La crescita complessiva di spesa nel settore del turismo culturale, rispetto allo scorso anno, è pari al 5,5%.