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E’ andato in scena nella mattinata di giovedì 29 ottobre a Roma, presso l'Auditorium della Conciliazione, la quarta edizione degli Stati Generali della Cultura del Sole 24 Ore, appuntamento che si ripete ormai da qualche anno e che si propone l’obiettivo di scattare un’istantanea della situazione culturale del nostro Paese, cercando di immaginare e delineare le possibili strategie da adottare per migliorare la situazione e sfruttare al meglio le enormi risorse che l’Italia possiede. Il tema alla base dell’incontro di quest’anno era “Investire per una nuova cultura”, concetto analizzato, via via, in tutti i suoi diversi aspetti e possibilità.

Nel corso dei diversi tavoli di lavoro e discussione che si sono succeduti sono intervenuti personalità del calibro di James Bradburne, Direttore della Pinacoteca di Brera, Stefania Giannini, ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca, Emmanuele Emanuele, Presidente della Fondazione Roma, Diego Della Valle, Presidente del Gruppo Tod's e Dario Franceschini, ministro dei Beni Culturali e del Turismo. Gli interventi si sono sviluppati seguendo due tematiche principali: l'Art Bonus, provvedimento introdotto dal governo lo scorso anno che consente la detrazione dalle imposte fino al 65% dell'importo donato a chi effettua erogazioni liberali a sostegno del patrimonio culturale italiano, e i diversi effetti di tutela e valorizzazione culturale che la misura ha permesso di realizzare nell'ultimo anno.

Illuminanti in questo senso sono state le video interviste, proiettate in apertura e nel corso della manifestazione, che hanno visto come protagonisti il sindaco di Firenze Dario Nardella, che ha raccontato la virtuosa esperienza di collaborazione tra pubblico e privato che ha portato al restauro del Battistero di Firenze, Ferruccio Ferragamo, che ha contribuito con una donazione al riallestimento ed alla valorizzazione di alcune sale degli Uffizi, e i casi di restauro degli Arazzi di Firenze e del Ponte di Rialto di Venezia, resi possibili grazie al contributo economico del "Gruppo Gucci" e di "Diesel".
La possibilità di superare l'ormai antistorico dualismo pubblico-privato e di raggiungere un virtuoso ed efficace modello di gestione museale è stato l'argomento della prima tavola rotonda, a cui hanno partecipato Gabriella Belli, Direttore dei Musei Civici di Venezia, James Bradburne, Flaminia Gennari Sartori, Direttore delle Gallerie Nazionali di Arte Antica di Roma, Giovanna Melandri, Presindente della Fondazione MAXXI, e Paolo Nicolini dei Musei Vaticani. I relatori di questa prima sessione di lavori hanno sottolineato come la riforma del ministro Francceschini abbia spinto tutti a cambiare ed evolvere la proprio mentalità, invitando le istituzioni culturali italiane a coniugare le funzioni scientifiche e culturali con capacità gestionali ed economiche, ormai imprescindibili. Il modello da seguire per valorizzare al meglio la gestione museale è quello che coniuga il mecenatismo con una cultura della tutela pubblica tutta italiana. La partecipazione dei privati, però, deve essere stimolata anche attraverso il coinvolgimento diretto nelle attività delle istituzioni culturali, come ha avuto modo di dichiarare Giovanna Melandri: "Negli ultimi 15 anni in Italia si è fatta molta strada e stanno cadendo molte barriere ideologiche e culturali. Manca, però, ancora una riflessione sul modello di 'governance' del sistema museale, che riesca a far interagire in maniera corretta pubblico e privato. Le risorse pubbliche e private o crescono insieme o insieme deperiscono. I privati, dunque, non devono essere semplici mecenati ma devono diventare veri e propri partner, con capacità decisionali anche nei consigli direzionali".
Una breve parentesi è stata dedicata anche all'ingresso dei privati nel sistema scolastico in Italia e al forte rinnovamento strutturale e concettuale in atto in seguito alla presentazione, da parte del Miur, del nuovo "Piano Nazionale di Scuola Digitale". Si è discusso del tema della connettività su banda larga per tutte le scuole e della necessaria formazione metodologica degli insegnanti sull'uso produttivo delle tecnologie. Sulla questione è intervenuto anche il ministro Giannini, che si è soffermata anche sul recente aumento di docenti delle discipline artistiche e musicali: "L'Italia deve diventare il punto di riferimento in Occidente per quanto riguarda il patrimonio culturale tangibile ed intangibile, lavorando sui ragazzi e sulle loro competenze, e riportando gli studenti nel cuore dell'identità nazionale".

A tirare le fila della giornata ci hanno pensato gli interventi di Emanuele, Della Valle e Franceschini, che hanno riportato la discussione sulla necessaria collaborazione, in materia culturale, delle componenti pubbliche e private.
Emanuele ha sostenuto con forza la necessità di inserire, nella direzione delle imprese culturali, figure competenti, capaci di fornire un approccio manageriale e gestionale, arrivando a rivedere, se necessario, le funzioni delle soprintendenze, troppo spesso di ostacolo. Ha chiesto, inoltre, al ministro di far rispettare l'articolo 118 della Costituzione e di permettere ai privati di gestire interamente Beni pubblici, nel rispetto della legge ma anche seguendo criteri di carattere privatistico. Guardando la storia italiana degli ultimi anni, il Professor Emanuele ha sostenuto la necessità di cambiare i presupposti culturali con i quali ci si approccia nel nostro Paese al privato, visto come un nemico da limitare, e non come una valida risorsa da sfruttare.
Diego Della Valle, invece, ha lanciato al ministo Franceschini la proposta di riunire a un tavolo di lavoro le grandi aziende italiane per chiedere loro di occuparsi del restauro e della tutela dei simboli culturali del Belpaese perchè "questo Paese può vendere cose che nessuno ha: la bellezza, l'arte e la cultura. Su queste cose bisogna puntare e le imprese devono contribuire al mantenimento ed al rafforzamento delle peculiarità italiane, perchè anche da lì deriva la loro fortuna, in Italia e all'estero. Per quanto mi riguarda il restauro del Colosseo non è stato un atto eroico, è stato un atto di riconoscenza".
Per ultimo è intervenuto il ministro Franceschini, che ha rimarcato come, dopo anni di tagli, nel prossimo triennio ci sarà finalmente un'inversione di tendenza che porterà ad un aumento di fondi destinati al Mibact. Il ministro ha, infine, salutato le importanti misure messe in atto negli ultimi mesi tra cui l'autonomia economica e gestionale dei musei e l'incremento del flusso di visitatori anche grazie alla "Domenica nei Musei". Franceschini ha chiuso il suo intervento accogliendo la proposta di Della Valle ed invitando le venti grandi aziende italiane a diventare partner principali dei venti nuovi grandi musei autonomi.