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Al Museo Archeologico Nazionale di Napoli è stato presentato ieri “I beni culturali invisibili”, uno dei sette progetti realizzati in collaborazione con la Fondazione Telecom Italia, che aveva pubblicato qualche anno fa un apposito bando.

I “beni invisibili”, si legge sul sito della Fondazione, sono “l’arte invisibile che giace nei depositi dei nostri musei o beni minori non visibili che potrebbero diventare, con un opportuno progetto di valorizzazione, elemento attrattivo per l’economia e il turismo locale”.

Grazie a questa iniziativa, esempio virtuoso di collaborazione tra pubblico e privato, i visitatori avranno modo di vedere novanta sculture di provenienza diversa (Ercolano, Pompei ed altri siti) tramite un espositore o con supporti digitali, che erano state portate in deposito dalla metà degli anni Novanta, e da allora non accessibili.

L’iniziativa ha anche il merito di rappresentare una vetrina per gli altri vasti depositi dei musei italiani che non trovano sufficienti finanziamenti o spazi per essere esposti.

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a.c.