A Brescia fino a domenica 18 ottobre nel Salone della Biblioteca Queriniana, in occasione della manifestazione Metro Dante, saranno esposti due antichi manoscritti ed un incunabolo della Divina Commedia. La biblioteca Queriniana è la più importante e prestigiosa biblioteca della città di Brescia, attualmente il suo patrimonio si aggira sui 500.000 volumi. In esposizione tre rare e splendide edizioni con decorazione policroma, capolavori della tipografia bresciana del XV secolo. Qui di seguito riportiamo le schede bibliografiche delle opere:

1) Dante Alighieri, Commedia. [Ms. A.II.1] Manoscritto, seconda metà del sec. XIV. Il codice presenta un particolare apparato decorativo, costituito da grandi iniziali filigranate e fregi policromi in rosso, blu e lilla. All’inizio di ogni canto si trova un’iniziale filigranata di medie dimensioni. La scrittura è gotica libraria, particolarmente curata ed elegante. Il tipo di decorazione, molto diffuso nella seconda metà del Trecento, non permette di localizzare la bottega in cui fu esemplato il codice. Alcune caratteristiche stilistiche (l’uso del colore lilla e i marcati goticismi) lasciano supporre una provenienza dall’area settentrionale, forse padano/veneta. Il codice presenta segni di scansione metrica; inoltre, a margine, sono segnate in rosso tutte le similitudini. Questi elementi rafforzano l’ipotesi che il codice possa essere stato prodotto o utilizzato all’interno di scuole di Retorica.

2) Dante Alighieri, Commedia. [Ms. B.I.9]. Manoscritto, seconda metà del sec. XV. Il codice, di elegantissima fattura, venne realizzato su commissione di un membro della famiglia Martinengo, una delle più illustri e potenti famiglie bresciane, il cui stemma (aquila rossa in campo oro) è dipinto al centro del margine inferiore della c. 5r, all’interno di una cornice quadrilobata. L’inizio di ogni cantica è caratterizzato da dei fregi policromi: due – rispettivamente dell’Inferno e del Purgatorio – a motivi floreali, con bottoni e sferule in oro, raccordati da una tessitura filigranata in inchiostro bruno, ed uno, ad apertura del Paradiso, a bianchi girari. All’interno di occhielli tondi si trovano figure di animali e di santi. Ciascun canto è inoltre introdotto da iniziali minori, a più colori (giallo pallido, carminio, azzurro e verde) in foglia d’oro e a bianchi girari. Da un confronto con altri codici presenti in Queriniana, si può ipotizzare che questo manoscritto sia stato realizzato verso gli anni Sessanta-Settanta del XV secolo all’interno di uno scriptorium bresciano da miniatori provenienti dall’area ferrarese. La tipologia della decorazione che compare nei primi fregi e accanto alle iniziali ornate mostra la derivazione da esempi di miniature prodotte alla corte ferrarese tra il 1455 e il 1461, ed in particolare dalla celebre Bibbia di Borso d’Este (Modena, Biblioteca Estense, Ms. Lat. 422/423).

3) Dante Alighieri, Commedia, con commento di Cristoforo Landino. Brescia, Bonino Bonini, 1487. [Inc. Lechi 197] Considerata il capolavoro della tipografia bresciana del XV secolo, questa edizione, considerata la prima edizione a stampa commentata (eccettuata l’incompleta impresa botticelliana del 1481) è adorna di 68 xilografie, la maggior parte delle quali è a piena pagina. Lo stampatore, Bonino Bonini, oriundo della Dalmazia, produsse in terra bresciana una trentina di edizioni in circa nove anni di attività, mantenendo un attivo e proficuo commercio librario con Milano e Venezia. Il foglio iniziale, con il primo canto dell’Inferno, è miniato con una grande iniziale d’oro in campo bianco, contornato e puntinato d’oro, con sottili rami fioriti in rosa, blu, rosso, verde e giallo, ed un fregio policromo. La tipologia decorativa può essere ricondotta all’area padano-ferrarese. I fiori, prevalentemente blu e rosa, collegati da volute calligrafiche e sferule d’oro, sono tipici dell’ornamentazione tardo quattrocentesca, coeva o di poco posteriore alla data della stampa. Il motivo a nastri dipinti e, più in generale, la tipologia decorativa, avvicinano la miniatura all’area padano-ferarrese. Lo stemma, a testa di cavallo interzato a barra, blu, argento e verde, visibile nel margine inferiore, non è stato identificato.