“Trasmigrazioni”, un racconto contemporaneo

Un racconto spesso doloroso, fatto di vite, volti e voci. Uomini alla ricerca di un nuovo spazio di vita, che cambiano per sempre la loro esistenza.“La manifestazione- spiega la curatrice Lucilla Saccà, docente di Storia dell’arte contemporanea dell’Ateneo fiorentino – indaga sul dolore dell’ immediato e fa riflettere sulle dimensioni culturali originate dalle migrazioni epocali, destinate a restare nella storia".

Tra le opere esposte la proiezione del video Hope di Ciboideale e Martino Chiti che racconta la storia dei migranti insediati negli scogli di Ventimiglia, campo recentemente sgombrato. Molto toccanti gli scatti del giovane fotografo Francesco Niccolai, sui rifugiati siriani di Erbil. Ampio spazio è dedicato all' antica immigrazione italiana in Venezuela e al concetto di identità nella sezione Spazi Aperti a cura di Spela Zidar.   Pietro Riparbelli, Florencia Martinez, Ciboideale, Andrea D’Amore e il collettivo “Spazi Docili" curano, infine dibattiti sul concetto di genere.