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Mostre, proiezioni, incontri, conferenze, spettacoli di teatro, musica e danza, ma anche “performance” artistiche e letture pubbliche. A quarant’anni di distanza dalla morte, tutta Italia si appresta a ricordare e celebrare Pier Paolo Pasolini, venuto a mancare in tragiche circostanze il 2 novembre 1975. Ovviamente in prima fila troviamo Bologna, la città in cui nacque il 5 marzo del 1922 e nella quale si svolse la prima fase della sua formazione intellettuale, che per l’importante anniversario ha organizzato un’imponente serie di eventi riuniti sotto il titolo “Più moderno di ogni moderno. Pasolini a Bologna”, “contenitore” di eventi che per sei mesi – da settembre 2015 a marzo 2016 – avranno come protagonista la figura dell’indimenticato poeta e cineasta, nonché scrittore e osservatore della società contemporanea italiana. Il titolo del progetto, che cita un famoso e importante componimento poetico di Pasolini confluito nella raccolta «Poesia in forma di rosa del 1964», sottolinea l’attualità della sua arte e del suo pensiero, capace ancora di sorprenderci per la modernità e la profondità.
Tra gli eventi in programma, molto attesa è la grande mostra “Officina Pier Paolo Pasolini”, che la Fondazione Cineteca di Bologna dedicherà all’universo poetico e culturale di Pasolini. L’esposizione, che inaugurerà al MAMbo-Museo d’Arte Moderna di Bologna il 17 dicembre, per rimanere visitabile fino al prossimo 28 marzo 2016, è stata pensata come un lungo itinerario suddiviso in sei sezioni tematiche, dedicate alla formazione di Pasolini a Bologna negli anni di Roberto Longhi e ai Miti che hanno caratterizzato la sua opera (il mondo contadino, il sottoproletariato romano, l’antichità classica, il terzo mondo). La mostra evidenzierà come Pasolini abbia sperimentato, nel corso della sua vita, diverse forme espressive e presenta, in ogni sezione, fotografie, filmati, dipinti e disegni, estratti di film, riprese di spettacoli teatrali e documenti audiovisivi, scritti originali e costumi di scena. Da novembre fino a fine mostra, inoltre, la Cineteca proporrà la proiezione integrale dell’intera opera cinematografica di Pasolini nelle sale del cinema “Lumière”, insieme ai film a cui Pasolini si è ispirato e ai film che si sono ispirati alla sua opera. Inoltre, dal 13 ottobre fino al 15 novembre, sarà allestita nuovamente, nella Piazza Coperta di Biblioteca Salaborsa, la mostra “Una strategia del linciaggio e delle mistificazioni”, la storia della violenta persecuzione diffamatoria che Pasolini ha subito da parte della stampa e delle mistificazioni orchestrate negli anni successivi alla sua scomparsa.
Giovedì primo ottobre, invece, al Teatro dell’Antoniano andrà in scena “Pasolini, l’incontro, i Tre allegri ragazzi morti in uno spettacolo di disegni, musica e parole”, iniziativa che unirà la musica del trio, la voce di Pasolini e i disegni realizzati dal vivo dal fumettista, cantante e musicista Davide Toffolo, autore del romanzo a fumetti “Pasolini”. Il 9 novembre, all’Oratorio di San Filippo Neri sarà la volta dello spettacolo “Pier Paolo Pasolini - Il libro e la pistola”, che affronta l’impegno di Pasolini come poeta e come coscienza critica del proprio tempo. Dal 2 ottobre, infine, la Compagnia Laminarie propone “Alì”, una performance liberamente tratta da Accattone e Alì dagli occhi azzurri: il teatro sarà trasformato in un ring per un combattimento di boxe e verrà realizzata un’installazione visiva per mettere in dialogo i lottatori di boxe con le immagini dei film i brani musicali tratti da “La Passione secondo Matteo” di Johann Sebastian Bach.

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Soprattutto Bologna, dunque, ma non solo. Anche le altre città italiane scendono in campo per celebrare i diversi aspetti del grande intellettuale italiano, colto nelle numerose sfumature della sua vita artistica. Roma ha accolto la mostra fotografica “I tanti Pasolini”, resa possibile grazie all’Archivio Riccardi e allestita fino a domenica 4 ottobre. Ventisei scatti, di cui molti inediti, raccontano gli aspetti più intimi di Pier Paolo Pasolini, le espressioni del suo volto, le posture e lo stile dell'intellettuale italiano: dalle chiacchiere con l'attrice Laura Betti al Premio Strega del 1960 alla deposizione in tribunale del '63, fino ai dettagli sui suoi iconici occhiali neri e ai saluti in aeroporto con Maria Callas, nel 1970. La mostra è solo uno degli eventi di "Con Pasolini", la rassegna diretta da Roberto Ippolito che ricorda lo scrittore con incontri e presentazioni di libri fino al 4 ottobre, giorno in cui un bus condurrà gli appassionati in un tour nei luoghi simbolo della poetica pasoliniana, arricchito da letture ed altre “performance”. 0929 pasolini4

Anche Taormina omaggerà il grande intellettuale con una mostra pittorica presente a Palazzo Corvaja fino al prossimo 18 ottobre, dal titolo “Che cosa sono le nuvole?”. La mostra prende il titolo dal cortometraggio che Pasolini girò nel 1967 all’interno della pellicola “Capriccio all’Italiana” dove appare per l’ultima volta Totò. Due sale espositive racchiudono le opere provenienti da collezioni pubbliche e private di tutta Italia di: Piero Guccione, Lucio Fontana, Tano Festa, Filippo De Pisis, Roberto Sebastiano Matta, Mario Schifano, George Grosz, Giuseppe Mazzullo e Giorgio De Chirico. Ad aprire questa meravigliosa mostra, “Le ombre e le linee della terra” di Piero Guccione, un percorso delineato dalla ricerca della libertà, nella sua essenza, superando cielo e nuvole. Una interessantissima sezione dedicata al legame letterario tra Pasolini e Sciascia è rappresentata da una teca in cui sono contenute lettere del regista indirizzate al suo amico.

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Inaugura invece martedì 29 settembre a Milano, presso le sale di “Forma Meravigli”, la mostra “La vera Italia? Due inchieste di Pier Paolo Pasolini. La lunga strada di sabbia – Comizi d’amore”, prodotta dalla Fondazione Forma per la Fotografia in collaborazione con la Cineteca di Bologna. L'esposizione ripercorre con le immagini due sue grandi inchieste condotte alla scoperta dell'Italia, dei suoi cambiamenti e delle sue contraddizioni. È il 1959 quando la rivista “Successo” pubblica il reportage in tre puntate “La lunga strada di sabbia”, realizzato da Pasolini "inviato speciale" percorrendo tutta la costa italiana da Nord a Sud, al volante di una Fiat Millecento. Incontrati nel momento sospeso delle vacanze, gli italiani diventano i protagonisti di questo diario di viaggio-inchiesta su un Paese in cambiamento, tra il dopoguerra ormai alle spalle e il boom economico che sta per esplodere. A quattro anni di distanza, nel 1963, Pier Paolo Pasolini realizza un’altra inchiesta, questa volta sugli italiani e la sessualità. Percorrendo nuovamente la penisola, rivolgerà le sue domande sull’amore e sull'importanza del cosiddetto "comune senso del pudore" alle persone comuni che incontra sulle spiagge, nei cortili di campagna, di fronte alle fabbriche e nelle strade delle città. Le risposte di giovani, vecchi, bambini, donne, amici intellettuali hanno dato forma al film “Comizi d’amore”: una corale e lucida rappresentazione del nostro Paese. Nelle sale di Forma Meravigli, si alternano le fotografie di scena di “Comizi d’amore”, realizzate da Angelo Novi e Mario Dondero, e quelle che, a trent’anni di distanza da “La lunga strada di sabbia”, il fotografo francese Philippe Séclier ha scattato ripercorrendo le tracce dell'itinerario di Pasolini.