"Dalle sue mani sono uscite cose divine".
Con queste poche ma essenziali parole Fedor Dostoevskij descriveva l'arte immensa di Raffaello Sanzio, protagonista del nuovo progetto di Fondazione Accademia Carrara di Bergamo, in collaborazione con GAMec Galleria d'Arte Moderna e Contemporanea della città bergamasca, dove ha sede tra l'altro un attivissimo Comitato della Società Dante Alighieri.
Un'esposizione che, a partire dal dipinto del San Sebastiano conservato in Carrara, approfondisce le opere e il mito cresciuto attorno al genio di Urbino in particolare nell'Ottocento, ma che ha affascinato, in diverse forme, artisti a noi vicini, dalle avanguardie d'inizio Novecento fino a oggi.
 
In mostra oltre 60 opere tra le quali alcuni tra i più significativi dipinti di Raffaello giovane fanno il punto della situazione della sua formazione, accompagnando il visitatore alle soglie della maturità. Dipinti, sculture e testimonianze raccontano inoltre i mondi e i maestri con cui venne in contatto l'artista, dalla Urbino del padre, Giovanni Santi, a Perugino e Pintoricchio, mettendo a fuoco la sapiente tecnica e alla controllata capacità innovativa. Questa la dote che, insieme alla strepitosa tecnica e alla controllata naturalezza, fa di Raffaello un punto di riferimento o un oggetto di polemica, come dimostrano alcune opere in mostra di Picasso, de Chirico, Giuliano Paolini o Francesco Vezzoli.
L'esposizione di Bergamo, la prima nel solco delle celebrazioni del 2020 per il quinto centenario della morte, raccoglie prestiti provenienti dalle maggiori istituzioni mussali italiane ed internazionali.
 
GAMeC, via San Tommaso 53, Bergamo
aperto tutti i giorni dalle 9.30 alle 19.00, chiusura martedì 
 
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