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A Torino, nel borgo medievale, una mostra dedicata al più famoso burattino italiano. Inaugurerà il 26 settembre e resterà esposta fino al 14 febbraio 2016, con disegni di Mussino.

Attilio Mussino (1878-1954) illustrò diverse edizioni di Pinocchio e molti suoi disegni sono emblematicamente rappresentativi della storia di Carlo Collodi. Tradotto in oltre 260 lingue, tra cui il sardo (Opineddu), la LIS (lingua italiana dei segni) e innumerevoli sono le riduzioni teatrali e cinematografiche, oltre ai prodotti artigianali in legno e non solo che raffigurano l'aspirante bambino dal lungo naso.

Chiostri, Tofano, Disney, Porcheddu, Faorzi, Jacovitti, Accornero, Topor, Luzzati e molti altri hanno dato le loro versioni della storia di Pinocchio e del suo percorso nel mondo degli umani per trasformarsi da pezzo di legno in un bambino vero. 

La Chiesa e la sala di Cuorgné del Borgo Medievale rendono così omaggio al capolavoro di Collodi, a 125 anni dalla sua morte. Carlo Collodi (pseudonimo di Carlo Lorenzini) nacque a Firenze nel 1826 e sarebbe morto il 26 ottobre del 1890.

La straordinaria fama del suo libro più celebre oscura il fatto che Lorenzini partecipò alla prima e alla Seconda Guerra di Indipendenza e che agli esordi della sua carriera di scrittore c'è anche una parentesi di giornalismo politico. Ma gli esiti migliori della sua produzione sono ovviamente quelli delle fiabe. Non solo "Le avventure di Pinocchio. Storia di un burattino", che uscì nel 1881 a puntate sul "Giornale per bambini", ma anche un incarico svolto per l'editore Paggi di tradurre le fiabe francesi più famose. Oltre a Pinocchio, Collodi scrisse anche diversi altri libri per bambini, tra cui "I racconti delle fate. Voltati in italiano" (Firenze, Paggi, 1876) e diversi libri per la scuola e l'infanzia.