Sono passati trent'anni dalla sua morte, e Italo Calvino non è diventato invisibile: è visibile oggi più che mai. La città di Siena, dove si è spento nella notte fra il 18 e il 19 settembre 1985, gli ha voluto dedicare diverse iniziative, tra installazioni d'arte e mostre per bambini.

Il suo stile particolare doveva molto alla prosa scientifica e al fatto stesso di essere cresciuto in una famiglia di scienziati. Calvino si volle sempre misurare con il problema centrale di descrivere un'umanità in qualche modo "indescrivibile".

Nato a Cuba, membro attivo della Resistenza, collaboratore di Einaudi, amico di Vittorini, Pavese, e molti altri intellettuali, avanguardista di Oulipo (Ouvroir de Littérature Potentielle, tra gli altri con Georges Perec) e del Gruppo 63, si spense quasi dieci anni dopo la tragica scomparsa di Pier Paolo Pasolini. Solo alla soglia dei sessant'anni Calvino avrebbe scelto di dare alle stampe la sua fondamentale raccolta di saggi: Una pietra sopra. Decise di raccogliere qui le sue riflessioni sul ruolo dell'intellettuale nella società. In che modo si sarebbe potuto impegnare per migliorarla?

Calvino morì a Siena, circondato da amici e familiari, e pronunciò parole romanzesche, nello stile che gli era proprio. Le riferisce Gianni Celati (in un articolo comparso su Doppiozero.com): «Vanni di Marsio, fenomenologo... le rette... le parallele...». Servirà cercare un senso? Forse no. Nel gioco ricombinatorio della memoria, la sua mente geometrica se n'è andata con un guizzo brillante.

Lo ricordiamo brevemente, ispirandoci così alla #leggerezza della più celebre delle Lezioni Americane, consigliando la lettura delle Città invisibili, libro filosofico pubblicato nel 1972 e che si serve di un gioco combinatorio fatto con nomi di donna, un po' misteriosi, per disegnare la mappa mentale del mondo scritto. Calvino descrive qui un viaggio onirico: Marco Polo racconta al Gran Khan altrettante città che quest'ultimo non vedrà mai.

Invisibili, dunque, per lui, ma non per questo meno esistenti. Così come è, in un certo qual modo, la memoria.


 

 

VN/Red.