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"La Giornata della Dante", istituita da Statuto, è il tradizionale momento culminante della nostra attività da oltre 120 anni.

Ogni Comitato è invitato a celebrarla con un evento culturale il 29 maggio, data convenzionale della nascita del Sommo Poeta. L'obiettivo è di promuovere iniziative di diffusione della lingua e cultura italiane negli spazi urbani che privilegino lo scambio, la reciproca conoscenza e la vita civile.

logoRavenna minilogo750 miniInsieme per la poesia: partecipa alla staffetta di letture per Dante Alighieri

Il “Premio di cultura”, giunto alla XXXV edizione, è promosso dalla “Dante Alighieri” e riservato agli alunni, iscritti alla Società, frequentanti le scuole di ogni ordine e grado, comprese quelle private. Il premio intende coinvolgere i giovani in prima persona.

La Dante Alighieri – anche in veste di componente del Comitato Nazionale per le celebrazioni per Dante Alighieri – si è impegnata nelle celebrazioni dantesche a partire dal 2015 (750° anniversario della nascita di Dante) fino al 2021 (700° anniversario della morte): un lungo settennato in cui promuovere attività culturali dedicate al poeta eponimo della Società.

La collana “19 domande” ha uno scopo divulgativo. Un intervistatore della Dante pone a studiosi e letterati (giovani, ma non solo) 19 domande su temi di alta cultura, di norma non accessibili ai non specialisti. L'approccio curioso e quotidiano e il linguaggio quanto più semplice possibile vogliono offrire anche a chi non ha compiuto studi specialistici l’occasione di incontrare la bellezza sorprendente di alcune opere classiche, libri che magari abbiamo posato su uno scaffale dopo gli anni della scuola e non abbiamo avuto occasione di riaprire. Le 19 domande sono anche “chiavi”: propongono curiosità, aneddoti e spunti per accedere alle stanze della cultura italiana e come le chiavi vanno portate in borsa o in tasca per farci compagnia in un viaggio in treno per una lettura tutta d'un fiato o in metro per leggerne un po' alla volta.

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Un luogo per… discutere di cultura


Apice è il supplemento di Pagine della Dante, una rivista tutta nuova che si offre come luogo di incontro e confronto delle opinioni più autorevoli del mondo accademico e della cultura per riflettere insieme sui temi apicali della storia, dell’arte, della filosofia, della letteratura e – immancabilmente – della lingua italiane.


Un confronto che continua sul sito.

 

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Ultimo numero

Editoriale

di Paolo Peluffo

È una gioia ritrovare nel nostro cammino a favore della lettura popolare, disseminata, ininterrotta degli inesauribili labirinti dell’Orlando furioso di Lodovico Ariosto un grande artista italiano come Vittorio Nocenzi, compositore, pianista, fondatore del Banco del Mutuo Soccorso. Un artista pop, un musicista “laureato” direbbe Montale, per la sua nobile provenienza dal Conservatorio di Santa Cecilia, ma anche, per noi della Dante, un artista militante, patriota della lingua italiana che nel 2001 sottoscrisse il manifesto, ideato da Alessandro Masi, per la musica pop in italiano, sottoscritto, tra gli altri da Nocenzi, Guccini, Finardi, Branduardi e Battiato. Ricordiamoci sempre che in Francia le case discografiche sono obbligate per legge a produrre ogni anno una quota precisa di attività di musica pop in lingua francese, a tutela della “exception culturelle”, fondamento dell’identità e della stessa Nazione, tutelate dalla Costituzione.

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Un luogo per… conoscere la Dante


Pagine della Dante è la rivista che da decenni accompagna e racconta gli eventi più importanti della vita della Dante. Dal 2016 i lettori troveranno in ogni numero il racconto di alcuni Comitati, in Italia e nel mondo: un affresco in continua evoluzione sulla Rete della Dante e le persone che vi si dedicano quotidianamente.


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Ultimo numero

La Dante, luogo della riflessione strategica per la promozione di lingua e cultura italiane

Di Paolo Peluffo

Nel preciso istante in cui questo numero di Pagine della Dante va in stampa, negli uffici di Palazzo Firenze ultimano i conteggi delle risultanze contabili per la chiusura del rendiconto 2016 che verranno presentati in assemblea a marzo. Senza nulla anticipare, sappiamo fin da ora che il miglioramento gestionale nel bilancio è stato vistoso e strutturale, tanto da segnare una svolta storica per la nostra Società. Sono finiti i nostri problemi? No di certo. La costruzione di un bilancio sano, che costituisca solido fondamento per programmazioni di lunga lena, a favore della cultura italiana, è impresa che necessita anni, forse decenni, di risultati positivi. Dovremo tornare ad accumulare patrimonio funzionale, risorse per sostenere la nostra grande rete internazionale. La cabina di regia della Dante centrale dovrà tornare a essere, e se ne intravedono nitide, incoraggianti avvisaglie, un motore pulsante, “multijet”, per i Comitati italiani e internazionali. Certamente, ci accingeremo a questo compito senza l’ansia di frequentare una casa comune attraversata da crepe e problemi statici.

Evviva, dunque!

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Ultimo numero

Più soci! Più Comitati! “Propagatori” di lingua e cultura, nel nome di Dante

di Paolo Peluffo

Cari amici, cari soci, il Consiglio centrale del 23 marzo 2017 ha deciso di aprire una grande stagione di mobilitazione, di riprogettazione, di rinnovata energia e creatività a favore dei Comitati e dei soci della Dante in Italia. Come sapete, il nostro obiettivo di medio termine è tornare a vivere in simbiosi con il sistema scolastico nazionale, con le persone che operano in quella frontiera della vita civile, educando i nostri figli, sforzandosi di esercitare l’autentica virtù repubblicana che è l’insegnamento, in solitudine, spesso poco ascoltati, talvolta negletti nel proprio ruolo sociale.

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Pagine della Dante è la rivista che da decenni accompagna e racconta gli eventi più importanti della vita della Dante. Dal 2016 i lettori troveranno in ogni numero il racconto di alcuni Comitati, in Italia e nel mondo: un affresco in continua evoluzione sulla Rete della Dante e le persone che vi si dedicano quotidianamente.


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Pagine della Dante è la rivista che da decenni accompagna e racconta gli eventi più importanti della vita della Dante. Dal 2016 i lettori troveranno in ogni numero il racconto di alcuni Comitati, in Italia e nel mondo: un affresco in continua evoluzione sulla Rete della Dante e le persone che vi si dedicano quotidianamente.


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Editoriale - I nostri sette anni di "in viaggio con Dante"
di Paolo Peluffo

Aprite dunque il sito www.ladante.it, barra rossa in alto; cliccate “multimedia”; trovate “In viaggio con Dante”; apritelo, ed ecco srotolarsi, per tutti noi, ventuno ore di film, 100 film di 12 minuti l’uno, minuto più, minuto meno, l’integrale Divina Commedia, integrale e cioè dal primo all’ultimo dei 14.223 versi che la compongono, un progetto unico nella storia della cultura italiana, liberamente fruibile da chiunque. Sette anni di lavoro, sotto la magistrale guida di Lamberto Lambertini, alla ricerca della tracce presenti della molteplice, polimorfa identità italiana, che si scopre tuttavia unitaria e vivente, ancora, nello specchio riflesso dei versi di Dante Alighieri, settecento anni dopo.

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maratonaInfernale

di Lamberto Lambertini

Un grande argentino, Jorge Louis Borges, scrisse che, essendosi accorto di non aver ancora letto, a trent’anni, la Divina Commedia nella lingua originale, decise di colmare quella vergognosa lacuna approfittando dei viaggi nei lenti e solitari tranvai pendolari, che lo portavano, ogni giorno, da casa alla biblioteca dove lavorava, e viceversa. Nella sua edizione tascabile c’era il testo italiano e, a fronte, la traduzione inglese. Ecco il suo metodo: leggeva una terzina in prosa inglese, quindi la stessa in italiano. Arrivato alla fine d’ogni canto, leggeva da capo l’intero canto, prima in inglese e poi in italiano. Giunto alla sommità del Purgatorio, nel momento in cui Dante, abbandonato da Virgilio, si trova solo e lo chiama, si rese conto di essere in grado di leggere direttamente in italiano, gettando, solo di tanto in tanto, un occhio all’inglese. Quali immagini avevano accompagnato quella lettura? Cosa appariva ogni volta che gli occhi si sollevavano dalla pagina? Passeggeri, impiegati, operai e, fuori dai finestrini, scorrere le strade, le case, la vita di Buenos Aires e mutare nelle ore e nel tempo. Questo fu il lampo che illuminò la prima intuizione di questo progetto poetico e cinematografico. Leggere Dante sulle immagini dell’Italia di oggi. Dal Nord al Sud, dal Centro alle Isole. L’Italia unita dalla lingua di Dante! Le immagini moderne avrebbero attualizzato Dante, liberandolo dalle consuete muffe, mentre i suoi mirabili versi avrebbero nobilitato la volgarità del presente. Così, in molti mesi di riprese, abbiamo realizzato la Prima Cantica. 34 luoghi diversi, di vita e di lavoro, uno per ogni canto. Come se il mondo dolente dei reprobi, dei dannati e dei demoni non fosse altro che questo mondo così come noi lo conosciamo, nelle sue ferite e nelle sue bellezze. Per realizzare appieno il nostro intento, restava ancora da scegliere lo stile della lettura, cavandoci prima il berretto davanti all’arte, al talento e alla tecnica dei tanti interpreti di genio, di teatro e di piazza, che ci hanno preceduto ed emozionato nel corso degli anni. Forti della convinzione che il poema di Dante non sia il più adatto per essere declamato, gridato, e anche per esaltare una caratteristica, molto raramente sottolineata, di Dante, la delicatezza, la nota più accorata del suo terribile pensare, abbiamo imboccato la strada di una lettura, semplice e leggera, dolce e riflessiva, quasi un dire tra sé, che riesca a suggerire più l’emozione che il verso. Ed ecco ancora Borges tenderci la mano: “Nessuno ha il diritto di privarsi della gioia della Commedia, della gioia di leggerla in modo ingenuo. Dopo verranno i commenti, ma all’inizio dobbiamo leggere il poema di Dante con la fede di un bambino, abbandonarci ad esso; ed esso ci accompagnerà per tutta la vita.”

 

montagnainfinita

di Lamberto Lambertini

Così siamo arrivati alla seconda cantica. Il Purgatorio. Dopo “Maratona Infernale”, ecco “Montagna Infinita”. Il Viaggio con Dante riprende. Da sempre sapevamo, Paolo Peluffo ed io, che avremmo iniziato con Castel del Monte. Un appuntamento simbolico con quell’immagine misterica, con le sue leggende, con Federico II che fortemente lo volle alla fine del tempo del suo potere. Un monumento svettante nella campagna pugliese, presso Andria. Simbolo di un progetto politico fallito, simbolo delle rovine che hanno cementato il pensiero e la poesia dei grandi: Dante, come sempre, prima e più di tutti. Quando arriviamo è ancora il buio, ci si arrampica tra gli alberi, quindi ecco davanti ai nostri occhi le forme ottagonali e perfette che si svelano al nostro cuore, ma restano nascoste alla mente. Nella sua apparente semplicità geometrica sono un mistero le sue reali funzioni. Mancano ponti levatoi e fossati. Le feritoie sono troppo strette per farvi sporgere armi, non c’è il posto dei cavalli, non ci sono cucine e dispense. Niente arredamenti oltre le panche circolari di marmo. Tutte le tesi sono state fatte, anche le più fantasiose e favolistiche.

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di Lamberto Lambertini

Il viaggio non è tanto lungo, cristiano,
a meno di un passo c’è il Paradiso.
Angelus Silesius

La Divina Commedia è il sublime resoconto del viaggio salvifico che Dante intraprende attraverso i tre Regni d’Oltretomba, dalla selva oscura del peccato, fino alla folgorante, ineffabile, visione di Dio. Le tre Cantiche che la compongono, possono apparire come tre poemi a sé stanti, perché rappresentano tre mondi fantastici molto diversi. Tre toni, tre stati d’animo, tre colori che palpitano e vibrano nell’animo di Dante. L’Inferno è angosciante passione, il Purgatorio è trepidante nostalgia, il Paradiso è beatitudine esultante. Il nostro viaggio cinematografico attraversando l’Italia ha cercato un accostamento, per libera associazione, come in un sogno ad occhi aperti, tra le immagini della nostra terra e i versi letti fuori campo. Una possibile attualizzazione dell’opera che da secoli affascina, e che per molti secoli ancora affascinerà, generazioni di lettori. Città, borghi, strade, monumenti, marine, montagne, artigiani, artisti, operai. Tutto quello che si conserva, come in un prezioso scrigno, in questa nostra nazione, bella e perduta. Un’Italia unita dalla lingua di Dante. Delle prime due parti abbiamo già scritto. Per quest’ultima siamo partiti da una considerazione molto semplice. Nell'Inferno, il conico buco creato dalla Caduta di Lucifero, e nel Purgatorio, la montagna che ne viene fuori dalla parte opposta del pianeta, Dante attraversa due mondi immaginari. Nel Paradiso invece, che appare come il più astratto, il luogo è molto reale, perché Dante dice di essere in cielo. Un magico volo in mezzo agli astri, intervallato, a tratti, da visioni, da memorie terrestri. Se il primo canto è stato girato a Milano, all’Expo, dove abbiamo presentato il progetto, è perché ci è sembrato significante e giusto partire dal bellissimo Palazzo del Padiglione Italia, eccellenza che ha illuminato tutte le eccellenze del nostro Paese. Quindi, dopo una visita al più antico Osservatorio Astronomico, quello di Napoli, tra gli antichi strumenti con i quali l’uomo ha cercato, fin dalla notte dei tempi, di indagare i segreti dell’universo, alla ricerca dell’origine e del destino dell’umanità, abbiamo privilegiato le immagini delle rovine, delle quali la nostra terra è ricchissima, sulla terra e sott’acqua, che continuano a ricordarci le illusioni perdute della Storia. C’è, come nelle precedenti cantiche, molta arte antica, moderna e contemporanea, c’è persino lo studio, un po’ ottocentesco, affollato di quadri, di ricordi e di libri, di un artista napoletano. Qualcuno ha detto che l’arte non sia altro che “promessa di felicità futura”, una definizione che vale anche per il paradiso. Ma la novità distintiva di quest’ultima parte del nostro lavoro, è che la voce di Dante, la voce fuori campo, viene interrotta dalla voce di Beatrice che appare nelle vesti di alunne straniere del corso di lingua italiana della Società Dante Alighieri. Alla fine del sacro poema, Dante, in estasi davanti al Sommo Bene, esclama: “All’alta fantasia qui mancò possa”. Persino a un poeta della sua grandezza, e noi sappiamo che la presunzione fu il suo maggiore, non nascosto, peccato, vengono meno le parole per raccontare quello che sente e che vede. Magistrale colpo di genio! Anche noi, Insieme al sommo poeta, siamo giuntialla fine del viaggio, senza parole. MARATONA INFERNALE (inferno), MONTAGNA INFINITA (purgatorio), SENZA PRINCIPIO SENZA FINE (paradiso). 14.233 versi, 101.698 parole. Una lettura integrale, un viaggio in Italia. 100 film per cento canti. 21 ore di proiezione.

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Note di regia di Lamberto Lambertini

Durante le riprese e il montaggio delle pillole della Dante, le brevi lezioni sui grandi temi della cultura italiana, mi è venuto il desiderio di realizzare con lo stesso meccanismo narrativo del Viaggio con Dante, i cento film sui cento canti della Divina Commedia, appena terminato, dei film della durata lampo di cinque minuti sui grandi poeti italiani. Dunque riprese cinematografiche nei luoghi più o meno liberamente associabili a momenti della vita o del pensiero del poeta del titolo. I primi sei, LEOPARDI "Gallo silvestre", MICHELANGELO "Interminato poeta", PAVESE "Il vizio assurdo", CAMPANA "Un po’ del mio sangue", MONTALE "Una sera all’opera", sull’onda felice di quella prima intuizione. I luoghi prescelti per ciascuno dei poeti sono, nell’ordine, il Museo dell’uomo di Guatelli, le cave di marmo di Carrara, la stanza dell’Hotel Roma di Torino, la Real Casa dei Matti di Palermo, il Teatro dell’Opera di Roma, hanno provocato, anche per la ricercata qualità della fotografia, del montaggio e della musica, l’atteso cortocircuito emozionale. Un tentativo, non d’attore ma d’autore, di spingere lo spettatore, con questo primo prezioso assaggio, ad una maggiore conoscenza delle opere poetiche citate. Un avvicinamento al pensiero, alle visioni, alle ossessioni di quelle anime tormentate.

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Concentrato di Sapere e Identità
Lezioni d’autore per un pubblico 3.0

La Società Dante Alighieri, nell'ambito della nuova programmazione culturale e di rinnovo dei piani editoriali, ha avviato una nuova produzione video destinata agli studenti e studiosi di tutto il mondo. 

Con la produzione "Le Pillole della Dante", aperte alla libera consultazione sul sito internet www.ladante.it, si intende dare seguito alla crescente richiesta di sapere che ci giunge dalle nostre sedi estere. Si tratta di una serie di brevi video-lezioni (6-10 minuti), realizzate dal regista Lamberto Lambertini, con emeriti professori e studiosi che affrontano argomenti diversi come la Storia, la Letteratura, la Storia dell'Arte, la Musica e molte altre discipline. Protagonisti gli intellettuali italiani che rivolgono in prima persona un invito allo studio, una esortazione a coltivare la conoscenza come atto di civiltà. Alimentare la cultura equivale a costruire un patrimonio solido di una società progredita, che riconosce in essa uno strumento indispensabile per ogni avanzamento ulteriore (economico, sociale, scientifico).

Struttura e contenuto delle Pillole

  • Introduzione
  • Periodizzazione
  • Analisi stilistica
  • Narrazione per immagini
  • Approfondimenti epoca o autore
  • Analisi testi
  • Bibliografia

Promozione culturale nazionale e internazionale

  • L’utilizzo di un linguaggio di divulgazione, non specialistico, unito a una sapiente ricerca di immagini evocative, rendono il progetto fruibile presso un vasto pubblico, compreso quello straniero.
  • Le pillole potranno essere utilizzate in contesti di promozione culturale quali conferenze, convegni, incontri letterari, tavole rotonde, sia in Italia che all’estero.

Divulgazione celebrazioni e anniversari

  • Un sussidio divulgativo in occasione di cerimonie di celebrazioni e anniversari
  • Valido contenitore didattico per seminari e proiezioni presso istituzioni, scuole, biblioteche.

 

Le confessioni – Vite per la cultura

Ci sono donne e uomini che hanno dedicato una vita intera alla cultura, alla ricerca e alla divulgazione: hanno dato alle stampe decine di libri, hanno partecipato a centinaia di conferenze, hanno tenuto corsi universitari per migliaia di studenti. Ne è valsa la pena? Che cosa li ha portati (a volte anche per caso) a scegliere di approfondire proprio un tema specifico? La Dante Alighieri ha deciso di chiedere ai diretti interessati di disegnare la costellazione delle esperienze ed emozioni che hanno illuminato le loro passioni culturali o li hanno indotti a fare le loro scelte. Navigando nell’infinita materia dell’esistenza umana, Le confessioni propongono dunque incontri con filosofi, filologi, storici e studiosi di ogni campo del sapere. A questi navigatori nel mare della cultura, interlocutori autorevoli e affascinanti, chiediamo di raccontare la loro visione della “virtute e canoscenza” di dantesca memoria, in forma di libri e video-conversazioni.

benemerenze

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