LXXXII Congresso internazionale della Società Dante Alighieri (Milano, 25-27 settembre)

Tavola Rotonda, 26 settembre 2015 (ore 11)

Vivere italiano, parlare italiano: modi e modelli nell’era globale

Intervento del Prof. Mario Panizza
Rettore dell’Università degli studi Roma Tre

Siamo qui perché riteniamo che la promozione della lingua e della cultura italiana rappresenti un compito prioritario per il Paese tanto per la sua proiezione esterna quanto per le sue ricadute interne.

Come è noto, la diffusione dell’italiano nel mondo non è più unicamente legata alla presenza di cittadini italiani o discendenti di origine italiana nei diversi paesi, ma soprattutto al forte interesse per lo studio e l’apprendimento della nostra lingua da parte degli stranieri. Questo dato è stato confermato da due ricerche condotte a 10 anni di distanza: Italiano 2000. I pubblici e le motivazioni dell’italiano diffuso tra stranieri (De Mauro, Vedovelli, Barni, Miraglia 2002) e Italiano 2010. Lingua e cultura italiana all’estero (Giovanardi, Trifone 2011). Del resto anche Gli Stati Generali della lingua italiana di Firenze (ottobre 2014) hanno mostrato che l’interesse per la nostra lingua è vivo e in crescita.

La lingua italiana è da sempre associata alla cultura nelle sue varie forme, non solo la cultura immateriale ma anche quella "materiale". Per nominare alcuni ambiti specifici: moda, design degli oggetti, arredamento, gastronomia e cultura del cibo, urbanistica, beni culturali, opera, musica, per citare i più noti e quelli per i quali si riscontra tradizionalmente una maggiore concentrazione anche di prestiti linguistici dall’italiano nelle differenti lingue del mondo (es. chiaroscuro, fresco, risotto, cappuccino, pianoforte, adagio, allegro).

L'interesse per la nostra lingua privilegia questi ambiti, dunque è a partire dall’investimento nella cultura italiana, che si può pensare di promuovere l’esportazione dell’italiano oltre gli ambiti della conoscenza letteraria e musicale, che, pure, non sono da trascurare in quanto costituiscono un elemento di valorizzazione intrinseca della nostra lingua ai fini del suo apprendimento.

Esportare la lingua è importante, ma lo è anche promuovere il radicamento culturale di persone straniere in Italia: sono loro i nostri migliori ambasciatori. Coloro che conoscono l'Italia e l'italiano promuoveranno la nostra cultura materiale e immateriale e diventeranno promotori dell'esigenza di imparare la lingua per meglio conoscere il territorio e le sue eccellenze. Un esempio recente per tutti è il caso della scrittrice Jhumpa Lahiri che ha amato a tal punto la lingua italiana da diventare scrittrice anche in italiano.

La conoscenza della lingua ha la necessità di un riconoscimento, di una "patente" che sia valida per l'Italia ma anche che sia un "documento" riconosciuto all'estero, che certifichi il livello di conoscenza del parlante, che guidi e orienti il tipo di insegnamento da proporre, ma che indichi anche il livello di qualità degli enti che lo rilasciano.

Presenti a questo tavolo sono infatti i membri della CLIQ – Certificazione di Italiano di Qualità – che è un’associazione costituitasi nel 2011 che riunisce gli Enti certificatori di italiano L2 riconosciuti dal Ministero degli Affari Esteri: l’Università degli Studi Roma Tre, l’Università per Stranieri di Perugia, l’Università per Stranieri di Siena, la Società Dante Alighieri.

I quattro enti certificatori sono i soggetti impegnati nel settore della certificazione dell'italiano come lingua e vantano una lunga e ricca tradizione a livello di ricerca scientifica e di azioni didattiche nel settore dell'italiano degli e per gli stranieri.

La forma giuridica della CLIQ (associazione di quattro enti distinti) ha il vantaggio di garantire l’unità nella diversità: da un lato l'autonomia scientifica, metodologica e operativa dei quattro enti certificatori, e dall'altro l’uniformità, il dialogo e la qualità della certificazione dell’italiano L2.

Il raggio di azione della CLIQ si estende nel più generale campo della linguistica educativa con particolare riferimento alla ricerca, alla diffusione e alla promozione dell’italiano.

All’interno della CLIQ, la specificità dell’Università degli Studi Roma Tre è quella di essere un Ateneo generalista tradizionalmente impegnato negli studi teorici, didattico-linguistici sull’italiano, ma anche nello sviluppo e nella promozione della cultura italiana.

Tale impegno è su più fronti all’interno e all’esterno dei confini nazionali.

Sul fronte interno si esplica sia nei rapporti con la scuola in cui le mutate condizioni socioculturali riportano l’apprendimento e l’approfondimento della lingua nazionale in un ruolo centrale sia nei legami con il proprio territorio, che ha oggi una nuova identità in cui, in un ampio ventaglio di situazioni, la lingua e la cultura italiana entrano in contatto con le altre lingue e culture.

Il problema dell’integrazione linguistica degli immigrati e dei loro figli che, in numero crescente, frequentano le scuole pubbliche è al centro della terza missione dell’Università che si impegna ad esempio:

  • attraverso la formazione degli insegnanti. A questo proposito Roma Tre è stata tra i promotori insieme alla Regione Lazio del progetto PRILS (fondi FEI) che si è concluso a giugno e che aveva come obiettivo la formazione in ambito linguistico, didattico e giuridico degli insegnanti dei CTP (ora CPIA: Centri Provinciali per l’Istruzione degli Adulti) e dei mediatori linguistici;
  • attraverso la somministrazione della certificazione della lingua italiana a livello A2 prevista dall’accordo di integrazione per l’ottenimento del permesso di soggiorno.

La centralità e il prestigio di Roma, l’arte, la letteratura, l’architettura, ma anche cultura universitaria e del territorio, fanno della capitale, e delle altre città italiane, un polo attrattivo. L’accoglienza degli studenti stranieri nelle nostre università è infatti un altro biglietto da visita per la diffusione della lingua italiana. Oltre ai numerosi accordi europei ed internazionali, un esempio importante che di recente è stato oggetto di attenzione:

  • Gli studenti cinesi del programma Marco Polo/Turandot (un programma nazionale progettato e sviluppato dalla CRUI su diretta sollecitazione della Presidenza della Repubblica Italiana, per incrementare la presenza di studenti cinesi nelle nostre Università. Proprio la settimana scorsa a Pavia ha avuto luogo un grande convegno – promosso dall’Università di Pavia e dalle università membri della CLIQ – volto al miglioramento del programma stesso.

Per la diffusione della lingua italiana è importantissimo dare impulso all’insegnamento dell’italiano, sia in termini di reclutamento degli insegnanti, sia in termini di loro formazione professionale. Il problema dell’insegnamento dell’italiano L2 in Italia e nel mondo rappresenta oggi una criticità reale, sulla quale incide la pesante e generalizzata riduzione di risorse che investe in particolare le Istituzioni pubbliche.

  • In questo senso, i progetti pilota per neolaureati e per laureati gestiti dal MAECI, in collegamento con le tre Università della CLIQ costituiscono, un interessante punto di partenza che andrebbe implementato.

Per finire, un ambito in cui sicuramente ci sono margini di sviluppo è quello delle nuove tecnologie di insegnamento a distanza che potrebbero permettere di coprire aree in cui non è possibile una diffusione capillare dell’insegnamento linguistico.

  • Va in questa direzione il progetto di Roma Tre di una Cattedra telematica di italianistica a Cuba.
  • Un importante passo in questa direzione è stato fatto dal MAECI con il progetto del Portale della lingua italiana, che riporterà tutte le iniziative in e-learning e in presenza e permetterà ai differenti attori del mercato lingua di fare rete.