Momento leopardiano, quel tempo breve di romantico spleen, che tocca ancora vivere ad ogni adolescente. Momenti di luce e di buio, di prosa e di versi del nostro più grande poeta/filosofo. Un breve viaggio in quel tempo breve vissuto da Leopardi a Napoli fino alla fine della sua breve vita.
(note di regia di Lamberto Lambertini)

 

Il non poter essere soddisfatto da alcuna cosa terrena, né, per così dire, della terra intera; considerare l’ampiezza inestimabile dello spazio, il numero e la mole meravigliosa dei mondi, e trovare che tutto è poco e piccino alla capacità dell’animo proprio; immaginarsi il numero dei mondi infinito, e l’universo infinito, e sentire che l’animo e il desiderio nostro sarebbe ancora più grande che sì fatto universo; e sempre accusare le cose d’insufficienza e di nullità, e patire mancamento e vuoto, e però noia, pare a me il maggior segno di grandezza e nobiltà, che si vegga nella natura umana.
(Giacomo Leopardi, Pensieri)


Giacomo Taldegardo Francesco di Sales Saverio Pietro Leopardi (Recanati, 29 giugno 1798 – Napoli, 14 giugno 1837), poeta, filosofo, filologo e glottologo, è il maggior letterato dell'Ottocento italiano. La vita di Giacomo Leopardi è la "storia di un'anima" come la definiva lui stesso immaginando di scrivere una sua autobiografia, una sventura sofferta nella solitudine dello spirito. Circondato da un ambiente familiare angusto si immerse precocemente nello studio "matto e disperatissimo” che causò un grave deperimento fisico. La sua salute compromessa “dalle sudate carte” fu la rima che accompagnò tutta la sua esistenza. Dal 1822 in poi la sua vita fu un continuo peregrinare dal «natio borgo selvaggio», protagonista delle sue liriche più belle, a Roma nel ’22-23, poi a Milano, Bologna, Firenze, Pisa. Morì a Napoli, dove infuriava il colera, il 14 giugno del 1837. Sul suo sepolcro, nei pressi di Piedigrotta a Napoli, le parole commosse del suo primo e fedele amico, Pietro Giordani: “Al conte Giacomo Leopardi Recanatese | filologo ammirato fuori d’Italia | scrittore di filosofia e di poesia altissimo | da paragonare solamente coi Greci | che finì ai XXXIX anni la vita | per continue malattia miserrima | fece Antonio Ranieri | per sette anni fino all’estrema ora congiunto | all’amico adorato”.