Prenderà le mosse dal cinema la rassegna “La parola che non muore” che, con la collaborazione della Società Dante Alighieri e altri enti, animerà le vie di Civita di Bagnoregio dal 2 al 4 ottobre: saranno ospiti dell’evento, diretto da Massimo Arcangeli e Giancarlo Liviano D’Arcangelo, i due sceneggiatori, Francesca Serafini e Giordano Meacci, che insieme a Claudio Caligari – il regista scomparso a maggio – hanno firmato Non essere cattivo, il film che rappresenterà l’Italia agli Oscar del prossimo anno.

Uno degli elementi che più mi interessa di Dante, come anche di Manzoni, è la sua capacità di cogliere e raccontare l’antropologia italiana. È per questo che, nonostante sia doveroso ricordare della fama mondiale che Dante ha raggiunto, bisogna sempre ricordare il peso che il Sommo Poeta ha per noi italiani, un punto di riferimento nel quale specchiarci.

Il respiro di Dante va così al di là delle contingenze storiche da comprenderci tutti. È proprio l'uomo messo a nudo nella sua molteplice natura; il suo è un messaggio eterno e universale e noi piccoli “gnomi” possiamo soltanto misurare con piccole tacche questa astratta idea del tempo.