Il 22 aprile 2016 si compie il 500° anniversario dall'uscita della prima edizione dell'Orlando Furioso. Questo affascinante poema ha segnato un passaggio fondamentale per la lingua, l’arte e la cultura del nostro Paese.

L’opera presenta una forma linguistica accurata, che Ariosto andò progressivamente 'ripulendo' dalle inflessioni dialettali fino a giungere alla terza e definitiva versione del 1532. Con un’ispirazione classica che si combina con la capacità di trattare temi seri ma in tono brillante, ‘volando’ tra le ali dell’ironia, l’Orlando furioso ha contribuito a costruire l’immaginario fantastico dei secoli a venire, mescolando reale e immaginario in un mondo ‘possibile’.

Abbiamo chiesto al professor Alberto Casadei, docente di Letteratura italiana all’Università di Pisa, alcuni approfondimenti sulla struttura del ‘Furioso’ e sulle fonti della sua ispirazione, sul mondo delle corti rinascimentali e sulla curiositas positiva con la quale Ludovico Ariosto seppe guardare all’era moderna.

Nella seguente intervista video (qui si può scaricare anche la trascrizione in pdf) si spiega perché è così importante celebrare i 500 anni della prima edizione dell’Orlando furioso, quali spunti di modernità ci offre questo grande classico, ma anche quali differenze ci sono fra le tre versioni dell’opera e come si ricollegano l’Orlando furioso e la Divina Commedia.

 

Perché è importante celebrare i 500 anni dell’Orlando furioso e quali spunti di modernità contiene questo grande classico?

 

Quali differenze intercorrono tra le diverse versioni del 'Furioso'?

 

Che rapporto c’è tra l’Orlando furioso e la Divina Commedia?

 

 

vn