Sono passati cinquecento anni dal 22 aprile 1516. In questa data fu pubblicata la prima edizione dell'Orlando furioso. Un poema così straordinario, capace di influenzare l'immaginario colelttivo di ben cinque secoli, non poteva che suscitare iniziative molto fantasiose. Per esempio quella intitolata 'Per conto di Ariosto', con il relativo hashtag #percontodiariosto, sviluppata da un gruppo di giovani ferraresi, sostenuta dall'Istituto di Storia Contemporanea e in collaborazione con il Comune di Ferrara.

La domanda alla base del progetto è: come sarebbe, oggi, lavorare per conto di Ariosto? Irene Lodi e Matteo Bianchi, giornalisti, hanno elaborato un piano di lancio editoriale dell'Orlando Furioso 2016, coinvolgendo anche un sosia di Ludovico Ariosto.

Una parte del progetto è infatti girata in video, con l'Ariosto “alternativo”, falsamente trasandato, ai suoi esordi nel mondo della letteratura, che gira la città proponendo il suo punto di vista su argomenti 'umani', e perenni, presenti nel poema ariostesco e sempre attuali. La grafica di Silvia Franzoni si basa sul ritratto di Tiziano del 1515, oggi custodito nel Museum of Art di Indianapolis e che ritrae l'Ariosto.

Ecco il video con la presentazione dell'idea, realizzato in collaborazione con l’Ufficio Audiovisivi del Comune di Ferrara in diversi scorci molto evocativi della città di Ferrara.

Tra librerie e biblioteche compare un sosia di Ariosto (Matteo Pedrini) a spasso per la città. Le sue letture sono, è quasi inutile dirlo, 'creative' e si basano sulla convinzione che dopo 500 anni il Ducato Estense non è cambiato poi così tanto.

Il novello Ariosto ha proposto la sua chiave di lettura su temi quali immigrazione e precariato, e le reazioni sono state le più variabili, tra i ferraresi e chi ama l'Orlando furioso: alcuni sono convinti che la tradizione di lettura debba restare intatta, ma ci sono anche "i possibilisti, più disponibili alle diverse interpretazioni".

Il progetto ha l'obiettivo di trascinare nel contemporaneo il poema e il suo autore, mettendolo di fronte agli editori e ai media dei giorni nostri per avvicinare soprattutto i giovani all'epopea fantastica che Calvino e Borges (per citare solo due nomi importanti) amarono moltissimo.

Ecco allora la figura della donna disegnata dalle parole di Ariosto, e poi proiettata nell'attualità della cronaca e della società contemporanee. Ecco la paura del diverso, espressa nel 'Furioso' sotto forma di conflitto tra Cristiani e Mori, tra la paura e l'opportunità di arricchimento che deriva dal confronto tra le culture. Un tema molto attuale.

Anna Maria Quarzi, direttrice dell’Istituto di Storia Contemporanea di Ferrara, spiega che «Il motivo per cui l’Istituto ha scelto di sostenere il progetto dei ragazzi sta in due parole: attualità e immediatezza.» La ricerca alla base del lavoro è stata rafforzata anche dalla consultazione di «inediti di Gaetano Boschi, lo psichiatra che risparmio il fronte a De Chirico, e Mario Roffi, l’eclettico senatore ferrarese. Entrambi gli intellettuali scrissero creativamente in merito ad aspetti dell’Orlando furioso, quali la follia e la femminilità in tutte le sue forme, rileggendoli con spirito moderno, mettendosi nei suoi panni cinquecenteschi.»

I seguiti del progetto prevedono attività nelle scuole per illustrare le attività ai più giovani, per incoraggiarli a 'rileggere i classici' guardando all'essenza umana delle cose, per indicare un nuovo umanesimo e una nuova visione del presente e del futuro.

Domani in questo sito pubblicheremo anche una conversazione con Anna Maria Quarzi (direttrice dell'Istituto di Storia contemporanea di Ferrara) e a Matteo Bianchi e Irene Lodi, ideatori del progetto, di illustrarci nel merito i dettagli dell'idea. Questa intervista sarà pubblicata la prossima settimana nel nostro sito.


Fonti: comunicati stampa, progetto '#PercontodiAriosto'

 

 

vn