Dante contemporaneo, enciclopedico e sapiente, Dante pop, oggetto e soggetto di una 'Dantemania' che attraversa i secoli e i continenti.Troviamo Dante in moltissimi aspetti della didattica, del gioco, dello spettacolo, oltre che nella tradizionale lettura e nell'approfondimento accademico e artistico. In una conversazione con il prof. Trifone Gargano, insegnante di lingua e letteratura italiana negli istituti secondari e Professore a contratto di Didattica della lingua italiana e di Informatica per la letteratura presso l'Università di Foggia, gli abbiamo chiesto di condividere qualche curiosità sulla presenza di Dante nelle forme dell'espressione contemporanea. Ecco la sua 'mappa', anche un po' imprevedibile, della presenza di Dante nel mondo di oggi:

 

Professor Gargano, quali sono le citazioni dantesche a suo giudizio più 'imprevedibili'  nei testi della musica contemporanea italiana?

In molte canzoni di interpreti contemporanei, come anche in De Andrè (vd. Al ballo mascherato, in 'Storia di un impiegato') o in Ligabue (Siamo chi siamo) troviamo citazioni di Dante. Nel secondo caso è anche piuttosto esplicita, anche se il brano poi devia verso altre direzioni: dice che, 'nel mezzo del cammin di nostra vita', siamo 'ad un incrocio senza indicazioni', per sottolineare quanto siamo distanti dal mondo di Dante. Lui, smarrito in una selva oscura così come noi nella nostra selva contemporanea, aveva perlomeno una direzione, una luce, il colle e la sommità da raggiungere.

Gli interpreti contemporanei concordano sul fatto che il dramma dell'uomo contemporaneo è proprio questo: la mancanza di indicazioni certe. Tra altri cantautori 'sorprendentemente' danteschi troviamo Gianna Nannini, che è distante da Dante non solo cronologicamente ma anche ideologicamente. Eppure proprio lei, nel 2007, ha dedicato un intero cd e 12 splendide canzoni alla figura di Pia Senese. 'Pia come la canto io' (qui, Dolente Pia) è accreditata dalla Nannini come Pia dei Tolomei, anche se la critica dantesca non è certa dell'identità effettiva del delicato personaggio che compare nel canto V del Purgatorio. Le lettura dalla parte di Pia ne racconta la vicenda come se fosse un femminicidio di altri tempi, il dramma di una donna ingiustamente accusata, rinchiusa, lasciata morire, ma che ama ancora il suo uomo.

Poi ricorderei il doppio di Capossela 'Marinai, profeti e balene' del 2011, con 3 tracce che saccheggiano Omero e Dante: Nostos, Dimmi Tiresia e Le sirene. L'operazione di Capossela è un po' più colta rispetto alla precedente, e riprende in modo quasi filologico i canti in cui compaiono le figure mitologiche citate. Un altro segnale curioso viene da un singolo di Niccolò Agliardi, tratto dall'album 'Da casa a casa'. Nel brano Dante si propone un siparietto gustoso in cui Beatrice, con sensibilità contemporanea, rimprovera al suo amato di aver composto un poema eccessivamente lungo e di non essersi dedicato abbastanza a lei. C'era sempre un canto da finire, una rima da trovare, un personaggio da convocare e un rimprovero: '...se m'hai portato in cielo, ma mai nemmeno un fiore'.

Infine, lo scorso anno allo Zecchino d'Oro è stata presentata la canzone, con relativa animazione: Una commedia divina dove la storia d'amore Dante-Beatrice è strutturata secondo la fabula della Vita Nova: l'innamoramento, lo scherno, il mancato saluto. Sorprende che a livelli così distanti dal punto di vista musicologico e poetico, culturale e antropologico, Dante e la Commedia riescano a dare ancora qualche risposta di senso a noi che - pur lontanissimi da lui, dal suo poema e dalla sua visione del mondo - siamo ancora in cerca di risposte di senso.

Troviamo Dante anche nella Notte della Taranta, è vero?

Nel 2005 Francesco De Gregori realizzò l'album 'Pezzi', che contiene anche 'Vai in Africa Celestino!'. In questa singolarissima rilettura positiva, Celestino V, colui che 'per viltà fece il gran rifiuto' parte per una sorta di volontariato in Africa. Di questa figura hanno parlato bene in pochi, tra cui Petrarca, che forse lo fece anche per una specie di fastidio verso Dante, e disse che Celestino V fu uno dei più grandi papi della Chiesa. Poi anche Ignazio Silone, alla fine degli anni Sessanta, scrisse L'avventura di un povero cristiano.

Sempre in 'Pezzi' troviamo anche 'La testa nel secchio' che ricorda e riprende alcuni passaggi del canto di Cacciaguida. In quello stesso 2005, ad agosto, a Melpignano (Le) si tenne il grande concerto della Notte della Taranta. De Gregori aprì quel concerto con un brano contenuto anche nella raccolta omonima dell'evento. Si intitolava Nel mezzo del cammin di nostra vita, e fece ballare migliaia e migliaia di persone con il ritmo e le musiche della pizzica e brani di testo tratti dall'Inferno e dal Purgatorio di Dante.  

Sembra interessante notare che come lo stesso De Gregori anche la Nannini, Ligabue, Guccini e altri che si sono cimentati con Dante, in pochi hanno integrato nei loro lavori il contenuto del Paradiso, che sembra sia stato apparentemente espunto dal nostro universo contemporaneo.

La Commedia' si basa su un ritmo ternario. In quale modo si lega metricamente alle musiche popolari come per esempio quelle del valzer o della mazurca?

Secondo alcuni grandi studiosi della Commedia, tra le grandi invenzioni della Commedia di Dante che decretarono il successo del poema c'è anche il ritmo della terzina, capace di 'incatenare' l'attenzione dei lettori. Oltre al valzer, molte danze popolari hanno la capacità di avvolgere fino allo stordimento il danzatore o il narratore. Dante, con esperimento quasi unico nella nostra tradizione letteraria, con questo ritmo e la rima incatenata crea una macchina narrativa capace di avvolgere colui che legge, proprio come alcune frenetiche danze popolari.

Il successo dell'opera dantesca fu popolare anche a dispetto di tutte le sue disgrazie umane e personali, cosa che infastidì alcuni letterati successivi, e tra loro anche Petrarca. Fu subito chiaro che il poema, ancorché storpiato, veniva ripetuto a memoria perfino da calzolai e sarti insomma dal popolo. Ma Dante fece di più, perché variando l'accento dei suoi endecasillabi evitò la cantilena. Aveva già chiarito nel De Vulgari Eloquentia che la poesia degli adulti e dei grandi è dispari mentre il metro parisillabo è proprio delle filastrocche. Possiamo così dire che il testo della Commedia suggerisce anche il ritmo di un passo di danza fortemente avvolgente.

Come, a suo parere e considerando il dibattito tra poeti e cantautori i rispettivi ambiti di espressione artistica si avvicinano o allontanano tra loro?

Nelle centinaia di licei musicali italiani bisognerebbe insistere sull'intreccio tra parole e musica. Gran parte dei maggiori musicisti, per esempio Metastasio o Gesualdo da Venosa, sono stati anche raffinati poeti. Cito poi Montale, che studiò canto lirico per tutta la gioventù e fino alla maturità. Studi dimostrano come il suo lessico sia legato alla tradizione della canzone italiana. Certamente a più livelli scolastici e universitari bisognerebbe legare le storie apparentemente parallele, ma intrecciate della canzone e della poesia.

Bisognerebbe anche far leggere a voce alta. La lettura riflessiva e mentale ha rivoluzionato tante cose ed è stata positiva, ma ha fatto perdere la consapevolezza del connubio tra la parola musicale, la parola cantata e la musica. Figure come l'enjambement, l'allitterazione, le stesse rime sono percepibili dall'alunno solo recitando a voce alta, anche per questioni psico-pedagogiche relative all'accettazione del sé, all'accettarsi anche nei cambiamenti della propria voce, tra prima adolescenza, adolescenza e giovinezza. Dobbiamo pensare, inoltre, che testi poetici come quelli di 'Amore e morte' di Leopardi o 'X agosto' di Pascoli non si possono apprezzare, nella loro frenetica punteggiatura, se non a voce alta. In Pascoli, per esempio, la morte della rondine e del padre 'spezza' la vita e il verso. Per Leopardi si l'ennesimo inganno e delusione risuona anche nelle parole scelte.

Se noi riportassimo i ragazzi, dalla piccola età fino ad età più adulta, a 'urlare' la poesia, a leggerla a voce alta, forse li aiuteremmo a capire meglio la punteggiatura e alcune figure retoriche e accelerazioni o rallentamenti del testo che sono simili alle variazioni del ritmo, del metro e del timbro di una nota e di uno spartito musicale. Si potrebbe anche comprendere meglio come, per l'aedo in tempi classici, la poesia e la musica fossero la stessa cosa.

Un altro cantautore che si è dedicato a Dante, Branduardi, nell'album 'L'infinitamente piccolo' dedicato alla figura di Francesco di Assisi, recita i canti XI e XII del Paradiso. Ma li recita da par suo, accompagnandoli con la musica. Per recuperare la dimensione sinergica tra musica e canto, parola e musica, insegno anche la recitazione a voce alta delle poesie.

Con quale tratto la capacità immaginale di Dante e la mistica della Commedia si collega alla cultura dei gruppi musicali più 'duri'?

Il gruppo italiano Marlene Kuntz, che fa rock progressive, si è dedicato al Paradiso. Un loro lavoro Nella tua luce, contiene un brano ancora dedicato a Beatrice. Si parla della ricerca della luce nel nostro tempo oscuro, mettendo in scena il dramma dell'oscurità contemporanea in rapporto alla luce divina rappresentata da Beatrice. Anche in questo caso come in molti altri il tramite resta quello della dimensione umana, che è universale. [1]

Ci può raccontare quali metodi utilizza per insegnare la letteratura italiana e Dante con gli strumenti multimediali e web?

Utilizzo strumenti e app diversi, per esempio 'Tagul'. Questa applicazione che traduce in 'nuvole' di testo (come quella riprodotta nella copertina di questa intervista) che sono effettivamente sintesi visuali e indicano le parole più ricorrenti in un testo, da cui effettivamente possono emergere i relativi concetti. Per fare un esempio, inserendo i sonetti di Foscolo, emergono le parole-chiave Patria, Sepoltura, Lacrime, che effettivamente rappresentano tre temi fondamentali nella sua opera.

In questo modo si ottiene maggiore interesse da parte dei ragazzi che però devono essere accompagnati nell'uso di questi strumenti. Il 'visibile parlare' di Dante può essere evocato anche usando strumenti e applicazioni del web 2.0 solo in apparenza distanti dal mondo del poeta.

Mettersi davanti a una chiesa fiorentina significava vedere a colpo d'occhio culture, storie e tradizioni diverse. La linea e la figura geometrica 'sintetizzano' l'arte della Toscana, l'uso dei colori rinvia maggiormente a Venezia e così via. Seguendo le indicazioni di Dante possiamo dunque 'far parlare' e far vedere le parole. La conoscenza intuitiva è importante. Lo stesso Einstein andò in cerca delle formule della sua teoria della relatività dopo aver 'visto' (lo diceva lui stesso) cioè osservato nella realtà i fenomeni che ne fanno parte.

Ci sono romanzi (Milano selva oscura di Laura Pariani, per esempio) o fumetti (anche Topolino all'Inferno o Paperino), Marcello Toninelli con tre albi tra parodico-riassuntivo della Commedia, Manara (L'Asino d'Oro, con 'A riveder le stelle'), o fumetti più forti. Sono usciti 24 albi 'Detective Dante' nella Los Angeles violentissima di oggi, dove la donna amata, morta, lo aiuta nelle immagini, comparendogli in sogno. Con altri ragazzi si possono usare altri strumenti. Giovanni Sollima, il violoncellista, ha composto Hell, con musiche sull'Inferno e una voce narrante recita la versione di Byron del poema. 

Con altri studenti ancora, uso il tema della cucina o le ricette; Dante propone riferimenti alla vernaccia (Martino V) e alle anguille di Bolsena, ma anche a cibi ('farinata' è anche la focaccia bianca), poi parla del pane di Firenze (Cacciaguida). Ci sono anche marche commerciali come 'Il pane degli Angeli' o il formaggio 'Belpaese' che prendono il nome da spunti 'danteschi'. Nei licei scientifici si possono usare i riferimenti ad aritmetica e geometria (la formula per contare gli angeli, nel Paradiso, è un altro esempio). Un sincretismo ampio e molto variegato, che però funziona se si usano i linguaggi dei ragazzi accompagnandoli alla comprensione.


Nota (1): esistono diverse occorrenze di citazioni dantesche in mondi inaspettati, come nel rock 'hard' o metal. Citiamo alcuni esempi tratti da metaliteracy dove si può evincere la popolarità del Poeta anche in ambienti del tutto distanti da quelli tradizionali, ma che andrebbero tenuti presenti allo scopo di contemplare l'estensione della popolarità dell'opera dantesca in tutte le sue dimensioni:

- DANTESCO [Divina Commedia]
- DRACENA Infernal Damnation, Divina Commedia
- EVIL TWINS Divina Commedia
- FLAYST Dante’s Hell, Divina Commedia
- HOSTILE INC Each One’s Dante’s
- ICED EARTH Dante’s Inferno, Divina Commedia
- NEQUIZIA [Divina Commedia]
- ONIRIA Dante’s Journey, Divina Commedia
- SADNESS Danteferno, Divina Commedia
- SEPULTURA Dante XXI [concept album], Divina Commedia
- TRANSMETAL Dante’s Inferno [concept album], Divina Commedia
- TRANSMETAL El Infierno de Dante [concept album], Divina Commedia



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