Dante Alighieri, a 750 anni dalla sua nascita e poco meno di 700 dalla morte, continua ad appassionare anche un pubblico non specialistico. Dante è uno degli autori citati nel 'canone occidentale' di Harold Bloom tra i fondatori della cultura europea e occidentale. Autori anche non italiani, per esempio Thomas Stearns Eliot nella dedica della 'Wasteland', ricordano Dante come uno dei principali artefici della bella lingua italiana. La dedica al 'miglior fabbro' (ne abbiamo parlato qui) per Ezra Pound si riferisce a Arnaut Daniel, uno dei principali lirici provenzali e 'artefice' del miglior parlare volgare, ai tempi di Dante.

Le terzine della Commedia, ma anche altre opere del Poeta, dalle meno note (e controverse) come 'Il Fiore' alle più celebri 'Convivio' o 'De Monarchia', sono state portate in scena e apprezzate in molti modi diversi. Forse, però, il senso più proprio della 'Commedia' è quello inaugurato da Giovanni Boccaccio quando, assegnando l'aggettivo di 'Divina' alla 'Commedia' dantesca, ha avviato le lecturae come oggi le conosciamo.
 
I testi medievali erano destinati ad essere letti in pubblico e ad alta voce, la loro migliore comprensione dipendeva anche dalla capacità dell'interprete, nonché dalla struttura metrica del testo, utile per memorizzarne i contenuti. Queste forme antiche tornano oggi in auge nel mondo della comunicazione e della rappresentazione.

Così la 'Divina Commedia' torna tra le persone comuni con la voce e il corpo dei grandi artisti che hanno colto significati precisi nel testo, per esempio la presenza di temi o luoghi nella Grande Opera di Dante Alighieri.

Abbiamo chiesto a Franco Ricordi, interprete e regista, ideatore del progetto 'Dante per Roma' con la consulenza del prof. Giulio Ferroni, di spiegarci l'essenza del progetto, che si aprirà l'8 luglio 2016 e si concluderà nel 2021. Gli abbiamo posto 9 domande, alle quali ha così risposto:


1) Come si articolerà il progetto 'Dante per Roma'? A parte le letture, avete programmato altri tipi di rappresentazione?
Il Progetto "Dante per Roma" è la prima tappa teatrale di un più generale "Progetto Dante", che ho ideato dal 2015 al 2021, e che concerne la pubblicazione di tre libri, uno per ogni cantica, vari incontri teatrali (mi auguro anche per Ravenna e Firenze, anzitutto, ma poi dovunque...), e infine anche una deriva nella comunicazione - televisione, radio, internet ecc. Qui assolviamo anzitutto la deriva teatrale e televisiva, con un documentario per RAI 5 Cultura, che mi vedrà insieme al Prof. Giulio Ferroni.

2) Molti i livelli di lettura di Dante: anagogico, analogico, storico, filologico, politico. Quale di questi avete privilegiato?
Nei miei libri, e nelle mie "Lecturae Dantis" - che naturalmente seguono la prassi più semplice e naturale di introduzione e interpretazione dei singoli canti, cui segue poi la recitazione, quasi sempre a memoria - privilegio un atteggiamento "filosofico-poetico" piuttosto che non storico-filologico; pur essendo convinto dell'importanza di questo genere di commenti (penso a Tommaso Casini, Vittorio Sermonti, Annamaria Chiavacci Leonardi e altri...), sono convinto che il commento "poetico" (il primo che conobbi fu quello di Attilio Momigliano) rimanga più adeguato a ciò che diceva il maestro filosofico di Dante, Aristotele: la poesia è "più filosofica e più elevata della storia". E insomma "lo maestro di color che sanno" va onorato anche in tal senso...

3) In quale modo la città eterna si inserisce nell'opera dantesca?
Roma è la prima città che viene citata nella Commedia, da Virgilio, nel primo canto dell'Inferno: e poi, con quello che accade nel secondo canto, si intuisce come la città di Roma rappresenti una "eternità" che si coniuga perfettamente con "l'eternità della Commedia". Il grande Poema è un capolavoro poetico, ma anche filosofico e infine teatrale: e il suo "teatro mondano" è rappresentato più che mai dalla Città Eterna, in senso metastorico. Certo, più volte, è proprio "l'eterna corruzione romana" ad essere denunciata da Dante....

4) Le letture si svolgeranno in luoghi emblematici della Capitale. Come sono stati scelti?
Si tratta di un itinerario che abbiamo stabilito con la Soprintendenza speciale per il Colosseo; si parte da Cecilia Metella, luogo più sepolcrale e anche romantico, per il I e V canto; poi le Terme di Diocleziano, dove si coniuga assai bene la realtà antica con quella medioevale e contemporanea; in questo senso considero la Commedia: opera metastorica, proprio in quanto antica, medioevale e contemporanea, che anticipa non solo tantissima poesia e letteratura ma anche tutta la filosofia da Kant ad oggi, passando per Schelling e addirittura Nietzsche (che di Dante davvero non aveva capito nulla... purtroppo).

5) Che cosa può fare, oggi, Dante 'per' Roma?
La prima cosa che tutti mi dicono è: "L'Inferno è Mafia Capitale!"; e certo il canto XXI, quello dei barattieri, sembra che sia stato scritto per rappresentare l'infelice situazione che viviamo. Proprio per questo ho immaginato un progetto triennale, che affronti il Purgatorio, nell'estate 2017, e poi il Paradiso nell'estate 2018: con la Soprintendenza abbiamo ipotizzato la possibilità di realizzare gli ultimi canti del Paradiso all'interno del Colosseo: a questo si ispirò Dante per concepire la "candida rosa", quel grande "anfiteatro universale" dove avrà "l'ultima visione". Sempre che il Comune di Roma si dica interessato a questa nostra iniziativa! Per il momento non ho risposte. Forse il retaggio di quanto sopra si fa sentire! Eh si, DANTE, per ROMA, può significare molto!

6) Come è avvenuto il suo 'incontro' con Dante Alighieri? A scuola, in famiglia, guardando lo spettacolo di un altro interprete...
A scuola anzitutto, a 15 anni, ricordo che fui molto impressionato. Poi naturalmente all'Università, e devo ricordare le interpretazioni di Vittorio Gassman, Carmelo Bene e Giorgio Albertazzi: tuttavia, dopo tali maestri, non c'è stato più ricambio nell'ambito teatrale; Sermonti e Benigni assumono altra impostazione, non recitata. Ma sono convinto che la "Commedia" sia un capolavoro anche in senso "acustico", pertanto è evidente che ci voglia un attore, e un attore che abbia interpretato almeno Amleto... aggiungo inoltre come l'endecasillabo dantesco sia stato travisato, anche da i più grandi suddetti maestri. Ma di questo parlerò nelle mie recite.

7) La 'Divina Commedia' piace anche ai giovani, conserva la capacità di coinvolgere le persone e di attrarre pubblico. Secondo lei ci sono altre opere che presentano caratteristiche simili?
Ecco, si, solo Shakespeare può tenere testa a Dante: lo scrive Thomas Carlyle, poi Eliot, poi Harold Bloom, e infine lo ribadisco io: il parallelo Dante-Shakespeare è molto importante, essendo il "personaggio" Dante una sorta di "Anti-Amleto", accettando quel "viaggio" nella "terra inesplorata"....è anche molto suggestiva la totale differenza in cui i due poeti ritraggono il personaggio di Ulisse: Dante si identifica in Ulisse, selvaggio, politicamente scorretto, e così anticipa la scoperta dell'America... al contrario Shakespeare, nel "Troilo e Cressida", ne fa un "politico conservatore", che si preoccupa della gerarchia....

8) Possono le letture dantesche contribuire a sostenere l'amore degli italiani per una Patria esposta a numerose tensioni, anche separatiste, grazie al senso di orgoglio per la bellezza della nostra lingua?
Sicuramente Dante può tanto per Roma ma anche per l'Italia: la maniera in cui ci descrive nel VI Canto del Purgatorio è davvero impressionante, sembra anticipare in maniera quasi imbarazzante la "partitocrazia" della nostra epoca. E comunque è evidente che un "discorso sull'Italia" possa e debba ripartire anzitutto dal nostro Poeta.

9) Ha una terzina alla quale è più legato e che desidera citare? )
E qui davvero l'imbarazzo della scelta è tale... in questo momento mi viene in mente la terzina finale di Ulisse, "a la quarta levar la poppa in suso/ e la prora ire in giù, com'altrui piacque/ in fin che 'l mar fu sovra noi richiuso". Ulisse riconosce che altri lo hanno sconfitto... ma non crede in Dio, crede nel MARE, il grande "mar dell'essere". E così credo anch'io fosse per Dante.

 

Calendario degli incontri del progetto 'Dante per Roma':

Venerdì 8 luglio ore 21 Tomba di Cecilia Metella Canto I
(La crisi esistenziale e l'ala di Virgilio)
Sabato 9 luglio ore 21 Tomba di Cecilia Metella Canto V
(Il Romanticismo di Paolo e Francesca)
Giovedì 14 luglio ore 21 Terme di Diocleziano Canto XIII
(La scena shakespeariana e Pier delle Vigne)
Venerdì 15 luglio ore 21 Terme di Diocleziano Canto XXI
(Basso inferno: la corruzione di ieri e oggi)
Giovedì 21 luglio ore 21 Terme di Diocleziano Canto XXIV
(Il ladro Vanni Fucci e la bestialità umana)
Venerdì 22 luglio ore 21 Terme di Diocleziano Canto XXVI
(Il naufragio e l'identificazione con Ulisse)
Giovedì 28 luglio ore 21 Teatro Marcello Canto XXXIII
(Il Conte Ugolino e l'ironia del gran finale)

 

 

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