Si terrà il prossimo 16 novembre, dalle ore 18, a Palazzo Firenze la conferenza dal titolo “Primum Mobile. Il viaggio dantesco e la Cosmologia moderna”. L’incontro con il Professore svizzero Bruno Binggeli sarà introdotto da Luigi Carotenuto. Porterà un saluto la presidente del Comitato di Berna, prof.ssa Anna Rüdeberg.

Al lettore moderno la Divina Commedia non possono sfuggire le numerose e stupefacenti assonanze con i rapporti che viviamo attualmente nella conoscenza sia astrofisica che psicoanalitica ed emozionale del nostro mondo. Il mitico viaggio di Dante nel Paradiso celeste fino al trono divino, non può non rammentare la stupefatta posizione dello scienziato astrofisico nei confronti del Big Bang, quale origine di tutte le cose. La finità della velocità della luce conferma in modo ineluttabile che gli astronomi sono in grado di afferrare unicamente nel passato i loro oggetti di ricerca.
Al contempo l’infinità dell’universo viene in tal modo costretta in una forma sferica e limitata all’interno del cosmo. L’immagine del Big Bang costituisce i confini di questo Cosmo, e in questa forma, come nuova bolla del mondo trova nel Primum Mobile medievale la cinghia di trasmissione del mondo mosso da Dio, un analogo esatto.
A questo punto scaturiscono molti interessanti parallelismi tra cui:

- l’empireo, eterna luce celeste definita dalla filosofia scolastica, si presenta con un super spazio acausale dove, per esempio, il fenomeno degli angeli si spiegherebbe con la fisica dei fotoni.
- L’Inferno dantesco dal quale per definizione non vi sono vie di scampo potrebbe facilmente identificarsi col buco nero nel quale Lucifero, quale principe del male precipitato cadendo molto in basso, figura come singolarità centrale. Il medioevo e l’età moderna sono molto più vicini di quanto si possa immaginare: è ovvio che non possiamo considerare tali analogie come realtà paritetiche, ma esiste ampio spazio per confrontarsi nell’ambito di un simbolismo intuitivo e psicologico. Se desideriamo scandagliare tale simbolismo peraltro nascosto, sia nella sua accezione di neo-simbolismo che in quella di vetero-simbolismo, nel contesto della scienza moderna e portarla alla luce del giorno e della nostra coscienza, allora potremmo integrarlo in una nuova ottica globale in cui la magnifica poesia del divino poeta diventa una forza catalizzatrice.

Bruno Binggeli si laurea in Astrofisica, Fisica teorica nel 1977, in Astronomia nel 1981. Ricercatore presso The Carnegie Observatories in California e presso Las Campanas Observatory in Cile. Specialista delle galassie, in particolare delle galassie nane. È docente dal 1994 e dal 2003 professore titiolare di Astronomia presso l’Università di Basilea. Dal 1988 al 1990 è stato ricercatore ospire presso l’osservatorio di Astrofisica di Arceri. Studioso autodidatta delle opere di Dante, pubblica a Zurigo nel 2006 il libro in tedesco Primum Mobile. Il viaggio di Dante nell’al di là e la cosmologia moderna, una sintesi su Dante e l’Astronomia. È conferenziere di successo grazie ai suoi molteplici interessi che legano l’astrofisica, la musica e la poesia.