Pubblichiamo l’intervista realizzata da Vittoria Bicciolo, Federico Gabriele e Matteo Mantua. I tre studenti del liceo Giulio Cesare di Roma, che alla Dante hanno svolto lo stage per il progetto di alternanza scuola-lavoro, hanno rivolto alcune domande al Prof. Fabio Pierangeli in occasione della celebrazione della Giornata mondiale della Poesia 2017, che ha visto lo svolgimento a Palazzo Firenze di un evento rivolto agli studenti dei licei romani.

Partiamo con una domanda, forse banale, ma che è presente nell'anima di ogni poeta/letterato: che cos'è la poesia per Fabio Pierangeli?
Si tratta di una domanda molto complessa e da una parte molto facile: potrei rispondere che la poesia è qualcosa di naturale che si esprime nella vita e nella ricerca di parole più adatte, che non siano logorate dal parlato. La poesia serve a esprimere alcune esperienze particolarmente importanti, è un’espressione dell’umanità, del cuore umano. In definitiva per me la poesia è uno spazio di stupore. Ho chiesto ai miei studenti la stessa cosa e l’espressione più usata è stata: “Uno spazio di libertà”, aggiungerei utopico.

Cosa ha rappresentato per lei la poesia, in che modo ha fatto parte della sua vita?
Per me, la poesia come la letteratura in genere, ha rappresentato molto: una scoperta del mondo e di me stesso. Un modo da una parte di scoprire la realtà (infatti non credo nella poesia completamente distaccata dal reale), ma allo stesso tempo una poesia che si distacca dal reale serve per guardare proprio questa realtà con più attenzione; penso all’immagine di Medusa in Calvino: non guardare mai frontalmente Medusa altrimenti si rimane abbagliati, ma guardarla sempre attraverso uno specchio. Ed è proprio quello che fa la poesia, guardare la realtà dura e paralizzante attraverso lo specchio, cercando almeno con le parole di volare sopra le difficoltà del reale, come se avessimo le ali di Perseo. Inizialmente mi limitavo al ruolo di lettore, ho cominciato con Pavese e il suo ritmo di poesia raccontata, per arrivare poi a Sbarbaro e a poeti stranieri che fanno parte del mio lavoro. In generale però cerco sempre di leggere poesia contemporanea e non.

Riguardo la giornata mondiale della poesia, pensa che sia celebrata adeguatamente o che, invece, non venga attribuito il giusto peso?
È una ricorrenza più che altro formale ma può essere una giornata di memoria. Eventi come questo dovrebbero essere valorizzati principalmente nelle scuole per favorire una diffusione della poesia sia tradizionale sia contemporanea fra i ragazzi. Proprio come la Società Dante Alighieri fa da più di un secolo portando avanti la tradizione della poesia classica italiana e celebrandola ogni giorno.

Quale poesia dell’antologia l’ha colpita maggiormente e perché?
Sicuramente è una domanda difficile, ho apprezzato molto le poesie di Giorgio Barberi Squarotti, grande maestro di letteratura, ma anche quelle di Aldo Onorati e Elena Clementellli. Una delle poesie che mi ha colpito molto e che leggevo poco fa è ''Da lassù''.

Pensa che la poesia abbia avuto un ruolo fondamentale per trasmettere un ideale unificatore negli anni precedenti e prossimi al '57 , data dell'anniversario dei trattati di Roma?
La poesia ha avuto un ruolo fondamentale anche in anni ancora precedenti ma soprattutto nei grandi momenti storici dell’Italia (Risorgimento, I e II Guerra mondiale) ha contribuito alla formazione dei valori su cui si basa il nostro Paese. Purtroppo tali valori sono passati in secondo piano a causa della frenesia economica che contraddistingue la società di oggi.

Lei si sente più italiano, europeo o cosmopolita? E perché?
Italiano cosmopolita. Parlando di poesia non si può non essere di una propria nazionalità, al contempo però la poesia di per sé parla al mondo e non può essere confinata. Diciamo che questa è una ''felice contraddizione''.

Cosa l’ha spinta a scrivere la prefazione dell’antologia “Nell’uomo-poeti italiani”?
Mi ha spinto un amico, un uomo di grande cultura: Aldo Onorati. Lui e la bellezza delle poesie mi hanno convinto a scrivere l’introduzione di questo libro. Ero rimasto colpito già dal solo titolo, molto significativo e profondo, ma nel complesso l'antologia tratta i temi più consistenti della vita umana e questo ha subito catturato la mia attenzione.