Dove andare in Sardegna, Basilicata, Campania e Sicilia
 
Domenica 18 ottobre per tutto il giorno ogni Parco della rete Dante Alighieri realizzerà spettacoli, letture, percorsi naturalistici, itinerari gastronomici ed eventi. 
 
I Parchi Letterari sono percorsi ed itinerari attraverso i luoghi di vita e di ispirazione dei grandi scrittori del nostro Paese. Città, piazze, ma anche paesaggi, campagne e quant’altro si ritrova raccontato in un testo, diventano un patrimonio culturale ed ambientale da proteggere, valorizzato e reso fruibile ai visitatori attraverso una sorta di viaggio nella letteratura e  nella memoria. 
 
In ogni Parco sono previsti eventi e percorsi per tutti. Ecco il programma:
 
Sardegna. I Parchi Letterari Grazia Deledda, Galtellì (Nuoro) 
Barattolibro in Piazza , scambio di libri “lascia il vecchio e ritirane uno nuovo”; accoglienza dei primi ospiti per il premio letterario Grazia Deledda che inizierà  il 19 settembre e terminerà il 24.
 
Canne al vento, il romanzo che più di tutti ha contribuito all’assegnazione a Grazia Deledda (1871-1936) del premio Nobel nel 1926, sembra rivivere negli scorci dell’antica Galte, nei suoi colori, nei suoi sapori, nei siti archeologici e nelle suggestioni dei panorami del Monte Tuttavista e del Golfo di Orosei. Una semplice passeggiata finisce col trasformarsi in una caccia ai tanti tesori di un paese incantato ricco di antiche case restaurate ed aperte ai visitatori che vi riscoprono i verdi cortili e i tanti oggetti di uso quotidiano, testimonianze ancora vive nella memoria. Tra la Cattedrale pisana e San Pietro, la casa delle dame Pintor, l’orto di Efix e gli eleganti palazzetti di quella nobiltà rurale decaduta ispiratrice della Deledda, a Galtellì accade ancora spesso di imbattersi in esibizioni quasi spontanee de’ Sos Tenores - Canto a Tenore -, un’arte senza tempo riconosciuta dall’Unesco “Patrimonio immateriale dell’Umanità”.
 
 
Basilicata . I Parchi Letterari Carlo Levi, Aliano (Mt) 
Barattolibro in piazza, scambio di libri “lascia il vecchio e ritirane uno nuovo”.
 
Rivivendo emotivamente luoghi ed eventi descritti nel Cristo si è fermato a Eboli si coglie nell’opera di Carlo  Levi (1902-1975) il sentimento poetico e il suo profondo amore per la terra lucana e la sua gente. Aliano, con le sue case dalle magiche facciate dalle cui piccole finestre, occhi stregati che sormontano archi immensi come bocche, si spazia sull’infinita distesa delle argille aride, ondulanti nel sole a perdita d’occhio, ed è un esempio di recupero e conservazione ambientale. Il silenzio delle montagne, la solitudine dei paesi arroccati sui monti, le infinite distese di argilla, i fiumi lenti e sornioni della valle dell’Agri e del Sauro ed ancora le leggende dei briganti, delle fate, dei lupi mannari e delle streghe sono tutti elementi che raccontano e suscitano nel visitatore le stesse emozioni di meraviglia e stupore provate da Levi all’inizio del suo confino.
 
 
Sicilia. Aliminusa (Pa), Parco Letterario Giuseppe Giovannni Battaglia
Apertura dello Zoo Contadino nella Piccola Valle di Alì, con itinerario poetico. 
 
Battaglia, poeta, drammaturgo e scrittore, ha scritto sia in italiano che in siciliano.
Le sue opere hanno ricevuto riscontri di livello da Pier Paolo Pasolini, Leonardo Sciascia, Ignazio Buttitta, Tullio De Mauro, ma pur essendo consacrato dagli studiosi e dai critici, è rimasto ai margini del panorama letterario.
Di lui scrisse così Sciascia nella prefazione a “La piccola valle di Alì”, una delle più belle raccolte del poeta: «Quello che mi ha interessato di più è il dialetto, un dialetto integrale e lontano come restituzione alla memoria, all’infanzia, alla vita dei nostri paesi». Un dialetto che allo scrittore di Racalmuto ricordava la lingua degli emigranti al ritorno nei loro paesi dopo mezzo secolo. Battaglia nelle sue poesie usava una lingua cristallizzata dal tempo, con parole «desuete, dismesse».
Tra Cefalù, le Madonie, alle spalle del meraviglioso scenario del Monte San Calogero,  e le strette e tortuose strade della leggendaria Targa Florio che tagliano i campi gialli della campagna siciliana, la poetica di Battaglia si fa spazio tra la sua forte identità di cultura contadina e la sua difficile assimilazione del mondo urbano e industriale le cui scioccanti evoluzioni sociali il Poeta predisse e denunciò. Se  Battaglia prende la strada della città, il suo cuore resta legato alla sua magnifica terra, La terra vascia de La Piccola valle di Alì, e, con essa, ai suoi volti, alla sua religione, ai suoi riti, alla dignitosa generosità dei suoi abitanti. 
 
 
Campania. I Parchi Letterari Francesco De Sanctis, Irpinia (Avellino) 
Scrittore, critico letterario, politico, Ministro della Pubblica Istruzione e filosofo, Francesco De Sanctis (1817 - 1883) fu tra i maggiori critici e storici della letteratura italiana nel XIX secolo. Lacedonia, Bisaccia, Calitri, Andretta, Guardia Lombardi, Morra De Sanctis e S. Angelo dei Lombardi sono tra i luoghi dell’Irpinia descritta in Un viaggio elettorale - il famoso réportage ispirato al viaggio nel collegio elettorale di Lacedonia, compiuto dal De Sanctis per sostenere la propria candidatura alle elezioni politiche del 1874/75 – e nel libro di memorie, rimasto incompiuto e pubblicato postumo, La giovinezza. Il paesaggio irpino che accompagnò l’infanzia e la fanciullezza di De Sanctis fu tutt’uno con l’ambiente familiare e paesano che lasciò così viva traccia di sé nella memoria di lui, perpetuamente esule: “(...) Non ci è quasi casa, che non abbia il suo bello sguardo, e non c’è quasi alcun morrese, che non possa dire: io posseggo con l’occhio vasti spazii di terra”.
 
Basilicata. I Parchi Letterari Albino Pierro, Tursi (Mt) 
Quella di Tursi, il mio paese in provincia di Matera, era una delle tante parlate destinate a scomparire. Ho dovuto cercare il modo di fissare sulla carta i suoni della mia gente. Così Albino Pierro (1916 –1995) spiega la svolta dialettale della sua poesia per cui venne più volte candidato al Nobel per la Letteratura. In dialetto descrive Tursi, un incredibile esempio di architettura spontanea ricca di volte, vicoli, grotte e scale, tra cui le petrizze, una ripida strada realizzata nel ‘600 da Carlo Doria con lo stesso numero di gradini di quel Palazzo Doria che a Genova venne in seguito chiamato Palazzo Tursi. In alto domina il rione della Rabatana (dal saraceno Rabat), circondato dai burroni, le Jaramme cantate dal poeta. Sede del Parco è la casa di Albino Pierro (‘u paazze), da cui si gode di una suggestiva vista sui calanchi verso il Santuario di Anglona (VII XII sec), sorto sulle rovine della colonia greca di Pandosia.