Due progetti nel nome di Dante e con la 'Dante' si sono incontrati a Matera. Il 29 gennaio, nel corso di “Charta Incanta” (Matera InCanta Dante, qui il comunicato stampa) è stato anche presentato il progetto @divinacommediabot. Funziona su Telegram, sistema di messaggistica capace di raccogliere contenuti attraverso un cosiddetto ‘bot’, cioè un programma (il nome deriva da ‘robot’). @divinacommediabot contiene il testo della Divina Commedia, interattivo e arricchito di commenti e link.

La prima lezione sperimentale di @divinacommediabot si è tenuta a Ostuni il 30 gennaio. C'era l'intero gruppo di progetto: Francesco Piero Paolicelli (@piersoft), lo sviluppatore del bot, l'architetto Fedele Congedo, l'ingegnere Domenico Aprile, Pino Suriano, docente e Presidente del Comitato di Matera della Società Dante Alighieri e la professoressa Paola Lisimberti. “Di chat in chat è nato il progetto #Hack4Dante”, dice Lisimberti. Un progetto che unisce, ancora una volta, professionalità diverse nel nome versatile, universale, forse anche un po' visionario, di Dante.

Pino Suriano aveva anticipato le implicazioni didattiche di @divinacommediabot presentando il progetto durante l'esposizione delle statue di cartapesta realizzate dal Maestro Andrea Sansone sulle figure di Dante, Beatrice e Caronte. Così parla di didattica attraverso i nuovi strumenti di comunicazione: “C’è un entusiasmo in sé, nello studiare attraverso una chat, - dice Suriano - ma c’è anche quello che deriva dalla collaborazione, attraverso i propri link, a un progetto di grande fruibilità: è quel sentimento partecipativo che ha reso possibile il miracolo laico di wikipedia, una fonte del sapere alla quale si collabora in anonimato e senza compenso.

Cosa ci porta a contribuire a queste dinamiche di gruppo? “Una forza misteriosa, una generosità collaborativa. Ma il valore più profondo – ha concluso Suriano – è nell’esperienza di rapporto con il testo, poiché con la ricerca del link per terzine l’allievo è posto di fronte a una domanda decisiva: cosa dice a te quel testo? Non più e non solo cosa dice al tuo docente o al critico letterario, ma a te. È il cuore della lettura: il rapporto tra un io e un tu. Ecco, ora questo rapporto diventa a tre: entra in gioco il web, con la sconfinata apertura di dimensioni che offre. Un viaggio nel poema del viaggio.

Con questo spirito è iniziato il viaggio sperimentale del 30 gennaio, al quale per ora hanno partecipato i ragazzi del Liceo Pepe di Ostuni (Brindisi), la classe di Paola Lisimberti. Si è lavorato sul canto XXVI dell’Inferno, quello di Ulisse. Sviluppato da Francesco “Piersoft” Paolicelli, @divinacommediabot incorpora già i contributi elaborati durante la lezione, li potrete vedere collegandovi a web.telegram.org dove potrete creare il vostro profilo e poi interagire con il bot.

I contenuti sono stati elaborati grazie anche al lavoro di Fedele Congedo (esperto di processi partecipativi) che ha mappato su una parete i concetti emersi dalle riflessioni dei ragazzi su quattro grandi dimensioni: Acqua (testimonianze e racconti attorno al testo); Terra (aderenza al testo), Aria (mondo laterale e visionario); Fuoco (evocazioni fulminanti). Con loro c'era anche Dario Ubaldo Laticignola, nel ruolo del “visionario” suggeritore di spunti creativi sul Canto prescelto. Ospiti anche i ragazzi del Liceo Scientifico “V. Lilla” di Oria capitanati da un altro prof. digitale famoso per le contaminazioni permanenti: Mimmo Aprile.

Così Lisimberti racconta la giornata: “Le terzine stampate su fogli bianchi, una parete da riempire di pensieri, pc e libri, mani e mouse, mani alzate e voci da raccogliere, scatti e web. Questo è stato ‪#‎Hack4Dante‬: sono stata fortunata ad incontrare sulla strada compagni d'avventura con i quali poter costruire mondi e modi nuovi”.

Sapete quante volte nel mondo si usano termini che derivano dalla Divina Commedia?” si è chiesto, infine, Paolicelli. E ancora, “Sapete quante persone di Scienza, Arte, Recitazione, hanno scritto sul sommo poema” o l’hanno descritto?

Sono stati molti, moltissimi, ma non sappiamo quanti. Forse a questi interrogativi, un giorno, risponderà un automa. E forse in questo non ci sarà nulla di infernale.

 

vn