Il premio Nobel per la Letteratura 2015 è stato assegnato alla giornalista e scrittrice bielorussa Svetlana Alexievitch. La vincitrice, quattordicesima donna ad aggiudicarsi il premio Nobel per la letteratura, è stata premiata la "sua polifonica scrittura nel raccontare un monumento alla sofferenza e al coraggio dei nostri tempi". Celebre per essere stata cronista dell'Unione Sovietica della seconda metà del XX secolo, dalla guerra in Afghanistan al disastro di Chernobyl, fino ai suicidi seguiti allo scioglimento dell’Urss. Tra le sue opere più celebri, tradotte in molte lingue, si segnalano "La guerra non ha un volto di donna", sulle donne sovietiche al fronte nella seconda guerra mondiale, "Ragazzi di zinco", che ha come protagonisti i reduci della guerra in Afghanistan, "Incantati dalla morte", sui suicidi in seguito al crollo dell’Urss e "Preghiera per Chernobyl", dove ha raccontato il disastro nucleare del 1986.
Nei suoi libri ha sviluppato un genere letterario da lei definito "romanzo di voci", basato sulla raccolta di centinaia di testimonianze.
Perseguitata per la sua attività dal regime del presidente bielorusso Aleksander Lukashenko, la scrittrice è stata costretta a lasciare il paese perché su di lei gravava l’accusa di essere un agente della CIA, e attualmente vive e lavora a Parigi. Svetlana Alexievich era considerata tra i favoriti e il suo nome è stato accolto in sala da applausi spontanei e sinceri.