nobel2015Ormai ci siamo, ancora pochi giorni e verrà reso noto il vincitore del “Premio Nobel” per la letteratura 2015. Nella settimana che va dal 5 al 12 ottobre, infatti, verranno annunciati i vincitori nelle diverse discipline e giovedì 8 ottobre sarà la volta del premio riservato alla letteratura. Come ogni anno però, in attesa della decisione finale da parte dell’Accademia di Svezia, da qualche giorno circolano già diversi nomi su chi potrebbe aggiudicarsi il prestigioso premio.
Secondo le fonti più accreditate nelle ultime ore la giornalista e scrittrice russa Svetlana Alexievich, autrice di numerosi testi che descrivono l’era post ’89 in Unione Sovietica, ha sopravanzato l’eterno candidato al Nobel, il 66enne giapponese Haruki Murakami e il 77enne keniota Ngugi wa Thiong’o. Tra i possibili vincitori si segnalano anche l’autore americano Philip Roth, che non pubblica romanzi dal 2010 (Nemesis), ed è tra i “grandi” scrittori dei nostri giorni mai omaggiati del prestigioso riconoscimento dell’Accademia svedese. In risalita ci sarebbero anche le quotazioni di Joyce Carol Oates, la popolare 77enne autrice newyorchese, e l’85enne poeta Adonis, più volte vicino alla candidatura per il Nobel, e considerato il più importante poeta arabo vivente.
Secondo il prestigioso e seguitissimo blog “Literary Saloon”, che già lo scorso anno aveva preannunciato la possibile vittoria di Patrick Modiano, che poi si è aggiudicato il premio, sarebbero in risalita anche le quotazioni di Elena Ferrante. Nelle anticipazioni del “Literary Saloon”, la misteriosa scrittrice italiana fa capolino in un discorso più ampio che coinvolge sia alcuni nomi emergenti che i papabili al premio già elencati precedentemente. Tra gli emergenti, a far compagnia alla Ferrante, c’è l’ungherese Laszlo Krasznahorkai, fresco premio “Man Booker”, sceneggiatore dei film di Bela Tarr e autore di racconti brevi in diverse raccolte pubblicate negli Usa. Per l’autore ungherese, però, si parla di un’attesa di almeno un paio d’anni per entrare nei piani alti delle candidature al Nobel. Della Ferrante, invece, si sottolinea il successo evidente di critica e pubblico negli Stati Uniti, che sconta però una scarsa distribuzione europea: “In Usa va forte, ma non dimenticate che ha fatto un’impressione molto più limitata in Europa. Tra cui il fatto di non essere stata tradotta nemmeno in svedese, non una precondizione per vincere il premio, naturalmente, ma male non fa”. Il direttore del “Literary”, autore dell’articolo, cita comunque una notizia del sito svedese www.dn.se dove è stata annunciata la traduzione dei volumi “L’amica geniale”, “Storia del nuovo cognome” e “Storia di chi fugge e di chi resta” per il 2016. Come se non bastasse online è apparso anche un lusinghiero articolo del Guardian a firma di Deborah Orr, una delle redattrici di punta del giornale inglese in ambito letterario, in cui viene rilevato, e apprezzato, il successo della Ferrante. Tra i possibili vincitori si segnalano anche altri due italiani, Umberto Eco e Dacia Maraini, due fra gli autori più importanti e conosciuti della letteratura italiana degli ultimi anni, ma che paiono essere più indietro nella classifica di gradimento dell’Accademia di Svezia. Appuntamento allora a giovedì 8 ottobre, per scoprire se un autore italiano potrà finalmente tornare a fregiarsi dell’importante riconoscimento, che manca dal 1997, anno nel quale a vincere fu Dario Fo.