Anche questa settimana consigliamo una nostra selezione tra narrativa e saggistica di autori italiani. Buona lettura!

Contro gli immediati
di Francesco Rutelli
La nave di Teseo
pag.148, 18 euro

Chi sono gli immediati? Gli effimeri vincitori di oggi, coloro che rifuggono la mediazione, vogliono demolire ciò che è intermedio, agiscono all'istante, senza meditazione né condivisione. I nostri guru preferiti sono assertivi, semplificatori, compulsivi. Ciascuno di noi può diventare un immediato: attraverso giudizi superficiali e slogan espressi e rilanciati sulla rete, l'adozione dei nuovi alfabeti comunicativi dominati dalle emozioni. Politici e governanti immediati sono facilmente identificabili, ma sono soltanto una parte del problema, poiché gli immediati crescono e si affermano nei campi più diversi: le tecnologie, la finanza, le ignoranti strumentalizzazioni della Storia. Gli immediati portano pericoli profondi; possono toglierci la voglia di riflettere, la capacità di attendere, il coraggio di dialogare, la forza di sognare. Dobbiamo metterli all'angolo, per tornare a scommettere sul tempo medio, il domani, nella vita politica e in quella quotidiana, nelle istituzioni e nelle azioni personali. E abbiamo bisogno di insegnanti, di valenti formatori; di chi costruisca nuove possibilità per il lavoro, nell'età dell'intelligenza artificiale e dell'automazione; di chi restituisca partecipazione, efficacia e onore alla politica.

Francesco Rutelli è un politico italiano. Sindaco del Comune di Roma dal 1993 al 2001, attualmente è Presidente dell'Anica, Associazione Nazionale Industrie Cinematografiche Audiovisive e Multimediali.


Amor perduto
di Antonio Socci
Piemme
18 euro, pp. 228

Cos'è davvero la Divina Commedia? Non certo un polveroso tomo o una mera reminiscenza scolastica. Il poema immortale di Dante è ben altro: una «strepitosa storia d'amore», piuttosto, un'«esplosione di entusiasmo per Dio» e, soprattutto, il resoconto memorabile del viaggio più estremo e drammatico che un essere umano possa compiere. Un capolavoro che per la sua capacità di comunicare la potenza della fede cristiana e di parlare a ogni generazione, dovrebbe essere lettura indispensabile per noi cittadini spaventati di questo cupo XXI secolo, inghiottiti dal buio interiore della selva oscura in cui tutti, prima o poi, ci troviamo a vagare.
Questa originale "traduzione" dell'Inferno - che qui rivive fedelmente in prosa e con le parole dell'italiano corrente - mostra l'impressionante contemporaneità dei temi e dei personaggi danteschi. Già la condizione iniziale del protagonista non può che stupire. È così moderna, così immediata per noi: l'angoscia, lo smarrimento, la solitudine, il sentirsi "gettati" nel mondo, la paura, la disperazione, il fallimento, il sentirsi braccati. Un'esperienza sbalorditiva in cui riconoscersi: perché il viaggio di Dante non è semplicemente grandiosa immaginazione, ma visione, testimonianza, esperienza.
È un vero e proprio cammino di conversione, e il passo iniziale è costituito precisamente dal guardare in faccia il male.
Se la modernità ha solo creduto di capire Dante, e in realtà non l'ha capito affatto, è perché ha creduto di conoscere il cattolicesimo.
Dobbiamo avvicinarci all'Inferno con la stessa curiosità che si avrebbe per un poema riportato alla luce dalle ricerche su una civiltà perduta. Solo così la Commedia, che è anche il racconto della risalita dall'abisso, fino a «rivedere le stelle», saprà rivelarci tutta la meraviglia del suo percorso di salvazione.

Antonio Socci è giornalista de "Il Giornale". Collabora con vari periodici e testate, fra cui "Il Foglio" e "Panorama". È stato direttore della rivista internazionale "30 Giorni", vicedirettore di Rai2 e direttore della Scuola di Giornalismo Televisivo della RAI.
Molte le opere pubblicate, fra cui: I nuovi perseguitati (Piemme, 2002), Mistero Medjugorje (Piemme, 2005), Il quarto segreto di Fatima (Rizzoli, 2006), Indagine su Gesù (Rizzoli, 2008), I segreti di Karol Wojtyla (Rizzoli, 2009), Caterina (Rizzoli, 2010), Lettera a mia figlia (Rizzoli, 2013), Tornati dall'Aldilà (Rizzoli, 2014).


La radio nella rete
di Giorgio Zanchini
Donzelli editore
pp. 297, 19 euro

La radio, ovvero la conversazione, la conduzione: mai come in questi anni si sta dimostrando un mezzo non soltanto resistente, ma persino il più adatto all’età dei social media. Oltre a essere agile, elastica, economica e assai più semplice di altri media, la radio è per sua natura multimediale, partecipativa, relazionale, e perciò particolarmente consona all’ecosistema internet. La sua vera forza deriva dal suo nucleo, il suo cuore, ciò che la definisce e distingue: la parola e l’ascolto, la voce e l’udito. Anche nel caotico, straripante mondo della rivoluzione digitale, in cui siamo investiti dalle in formazioni a ciclo continuo, abbiamo bisogno di quest’esperienza quasi primaria, moderna eredità di una pratica eterna: un gruppo di persone che parlano e si ascoltano; che conversano, si scambiano idee, informazioni, ragionamenti. Il paesaggio contemporaneo pone però anche sfide insidiose per la radio. La frammentazione, la velocità, il mondo-flusso delle notifiche sugli smartphone lasciano spazio per una radio di ascolto serio, per il confronto approfondito, per una civile discussione? Queste pagine costituiscono un viaggio nell’arte della conversazione radiofonica, e nel mondo dei conduttori, di ieri e di oggi, attraverso cambiamenti e innovazioni tecnologiche, forme, stili, ritmi, canali, programmi, paesi.

Giorgio Zanchini è giornalista, saggista e conduttore di Radio Rai. Con Lella Mazzoli dirige il Festival del giornalismo culturale di Urbino, Fano e Pesaro. Tra i suoi libri: Il giornalismo culturale (Carocci, 2013), e, per i tipi della Donzelli, Leggere, cosa e come. Il giornalismo e l’informazione culturale nell’era della rete (2016) e nel 2017 La radio nella rete. Ha curato Un millimetro in là. Intervista sulla cultura a Marino Sinibaldi (Laterza, 2014), Infocult (con Lella Mazzoli, Franco Angeli, 2015).