Ogni settimana consigliamo una nostra selezione tra narrativa e saggistica di autori italiani. Buona lettura!
 
Siamo tutti uguali
di Christian Raimo
Einaudi
pp.152, 8,99 euro
 
Spesso si dice che la scuola deve servire per immettere i ragazzi nella società. Non è cosí: serve invece a immaginare una società che ancora non conosciamo. Spesso si dice che i ragazzi devono imparare a essere se stessi; devono invece imparare a diventare se stessi. Non bisogna isolare ciò che avviene in classe da ciò che avviene fuori, o peggio, rendere funzionale il lavoro in classe alle ideologie del mondo non scolastico. Quattro sono i fuochi centrali del discorso sull'educazione oggi: valutazione, qualità della formazione, rapporto tra mondo della scuola e del lavoro e infine uguaglianza. Temi legati da una visione politica nel senso pieno del termine: non si può parlare di scuola senza pensare alla cittadinanza del futuro. Occorre recuperare la centralità della scuola: di fronte alla crisi delle altre agenzie educative è rimasta il luogo dove esercitare l'uguaglianza. Uguaglianza che è il baluardo capace di resistere alle ideologie individualiste e all'elogio della competizione.
 
Christian Raimo (1975) è nato a Roma, dove vive e insegna. Ha pubblicato per minimum fax le raccolte di racconti "Latte" (2001), "Dov'eri tu quando le stelle del mattino gioivano in coro?" (2004) e "Le persone, soltanto le persone" (2014). Insieme a Francesco Pacifico, Nicola Lagioia e Francesco Longo - sotto lo pseudonimo collettivo di Babette Factory - ha pubblicato il romanzo "2005 dopo Cristo" (Einaudi Stile Libero, 2005). Ha anche scritto il libro per bambini "La solita storia di animali?" (Mup, 2006) illustrato dal collettivo Serpe in seno. È un redattore di minima&moralia e Internazionale. Nel 2012 ha pubblicato per Einaudi "Il peso della grazia" (Supercoralli) e nel 2015 "Tranquillo prof, la richiamo io" (L'Arcipelago). È fra gli autori di "Figuracce" (Einaudi Stile Libero 2014).
 
 
Dopo tanta nebbia
di Gabriella Genisi
Sonzogno
pp.208, 14 euro
 
Tornano in libreria le indagini della commissaria Lolita Lobosco!
Lolita è stata promossa questore e deve trasferirsi a Padova. Ma gli inizi non sono facili: l’ambiente si rivela più intollerante del previsto, la nebbia confonde i pensieri e mortifica i capelli, l’orizzonte d’acqua di Bari è troppo lontano per curare la solitudine. Anche il lavoro stenta a decollare, e poi, con i nuovi colleghi, proprio non riesce a legare. Solo grazie all’aiuto e ai consigli di Giancarlo Caruso, affascinante vicequestore di origini siciliane, le cose migliorano, mentre un caso di bullismo – la scomparsa, nell’omertà generale, di un ragazzo da uno dei licei più in vista della città del Santo – mette a dura prova il talento investigativo di Lolì.
 
Dopo tanto freddo, intorno e nell’anima, la commissaria più bella del Mediterraneo riesce finalmente a farsi richiamare nella sua amata Puglia, dove pure l’attende un mistero da risolvere: una sensuale arpista è stata massacrata in un appartamento. I sospetti sono tanti, ma c’è uno strano testimone... Alle due estremità della penisola, tra panzerotti e pettole di Natale, la passionale poliziotta barese torna a ricercare la verità, sui luoghi di delitti efferati e nel fondo stropicciato del proprio cuore.
 
Gabriella Genisi vive tra Bari e Parigi. Ha scritto numerosi libri ed ha inventato il personaggio di Lolita Lobosco, già protagonista di sei romanzi pubblicati da Sonzogno: La circonferenza delle arance, Giallo ciliegia, Uva noir, Gioco pericoloso, Spaghetti all'Assassina e Mare nero.
 
 
Prima della notte. Un anno con i pastori erranti della Lucania
di Domenico Cecere
Oros e Ganos
30 euro
 
Dal tempo degli Enotri (VI sec a. C.) fino alla soglia del XXI secolo, 90 generazioni di pastori si sono tramandati in Lucania uno dei mestieri più antichi. Da alcuni lustri questo antico mestiere sembra aver esaurito la sua spinta. I pastori ancora attivi nelle medie e grandi aziende dell’entroterra lucano provengono in larga parte dai balcani, dal Nord Africa o dai Paesi dell’Est e quasi nessuno di loro era già pastore nel proprio Paese. 
“Prima della notte…” intende rimediare a questa perdita culturale, descrivendo, anche con l’aiuto di bellissime tavole illustrative,le caratteristiche degli jazzi, l’organizzazione del lavoro, i pascoli stagionali, la transumanza in montagna e la conoscenza della natura di una piccola comunità di pastori operante nel cuore della Lucania 60 anni fa. 
Una preziosa narrazione per ritrovare la strada delle nostre origini…
 
Mimmo Cecere è nato in Lucania ma da cinquant’anni vive a Segrate (MI). È titolare della cattedra di Discipline Pittoriche al LAS “Caravaggio” di Milano e al contempo svolge attività di operatore artistico,  realizzando numerose mostre in spazi pubblici e privati; di giornalista free-lance, collaborando con Specchio de La Stampa, Itinerari e luoghi, Piemonte Parchi, Basilicata Regione, Airone, Case & Country, Viaggio in Italia; e di ricercatore (da circa 25 anni studia il mondo agro-pastorale e la cultura materiale delle aree interne della Lucania.
 
Autori emergenti
Per diverse ragioni
di Domenico Brancale
Passigli Poesia
12,50 euro, 93 pagine
 
Se volessimo immaginare il metodo di lavoro di Brancale, è esattamente la tecnica di Rodin: nello scolpire Rodin aggiungeva argilla alla forma che costruiva, Brancale sottrae, sottrae e continua a sottrarre finché non resta che un granello di senso, ma che grano! In una poesia Brancale dice: «Il cuore è perfetto in ogni battito dell’imperfezione», ossia il cuore raggiunge la sua perfetta condizione esistenziale attraverso l’imperfezione del suo battito, come – potremmo anche dire – il poeta raggiunge la sua perfetta condizione esistenziale attraverso l’imperfezione del linguaggio, attraverso ciò che non può essere detto. La metafora, lo sappiamo, è un’ammissione del fallimento del linguaggio; forse per questo Brancale utilizza metafore così di rado. Le sue immagini valgono a se stesse. L’originalità non è necessariamente ammirabile in un’opera letteraria, ma quando essa è riuscita, sentiamo che quell’opera potrebbe avere duemila anni di vita, come per esempio: «la porta sulla stagione di un altro corpo.»
(Traduzione di Federica Cremaschi)
 
Domenico Brancale (1976) è nato a Sant’Arcangelo, in Lucania. Ha pubblicato: "Cani e porci" (Ripostes, 2001), "L’ossario del sole" con una nota di Michele Ranchetti (Passigli, 2007), "Controre" (Effigie, 2013) e "incerti umani" (Passigli, 2013). Ha curato il libro Cristina Campo "In immagini e parole" e tradotto Cioran, John Giorno, Michaux, Claude Royet-Journoud.