Nella primavera del 587 d.C., due monaci partirono per un viaggio straordinario che li avrebbe portati ad attraversare l’intero mondo bizantino, dalle sponde del Bosforo alle dune sabbiose dell’Egitto. Il risultato del loro avventuroso peregrinare fu Il Prato spirituale, uno dei libri più letti e popolari della tarda antichità. Da questo insolito e rivoluzionario pellegrinaggio ha preso il via una lunga tradizione di opere dedicate al viaggio, al tragitto in sé, al vagabondare senza meta.

Viaggiare fra le pagine di un libro, perdersi per poi ritrovarsi e riconoscersi arricchiti, di nuove esperienze e di nuovi possibili punti di partenza. E’ questo lo spirito alla base del Festival della letteratura di viaggio, la cui ottava edizione è andata in scena da venerdì 11 a domenica 13 settembre a Roma, nella sede della Società Geografica Italiana a Villa Celimontana, nel cui giardino è presente lo splendido Palazzetto Mattei, sede di numerosi eventi, incontri e letture dell’edizione appena conclusa. Tutto il mondo in uno spettacolare angolo di Roma nel cuore del Celio, dunque; un mondo che per tre giorni è stato esplorato in lungo e in largo attraverso diverse forme di racconto, dalla letteratura alla geografia, dalla fotografia al cinema, dalla musica al disegno, dal giornalismo alla storia. Nell’edizione appena conclusa, l’ottava, si sono infatti succeduti senza pausa incontri con autori, mostre, premi, laboratori, visite guidate, passeggiate letterarie, tour interculturali e performance dedicate all’idea del “grand tour”.

Tra le esperienze più interessanti della rassegna si segnalano sicuramente l’emozionante esposizione multimediale “Africa Italia”, gli incontri con William Dalrymple e Björn Larsson, esponenti di rilievo assoluto ed internazionale della letteratura di viaggio e avventura, e la serie di concerti ed esperienze musicali che hanno messo insieme sonorità provenienti da diversi “Sud” del mondo (dal Cilento all’India, passando per l’Argentina) con contaminazioni contemporanee interpretate dal pianista estone Mihkel Poll. Senza dimenticare rassegne e laboratori dedicati alle nuove forme di scrittura e di linguaggio, che hanno provato ad immaginare quali sono le prospettive future di una letteratura che ci insegna a conoscere il mondo e noi stessi.

Nel corso della manifestazione sono stati assegnati anche diversi premi, primo tra tutti “La Navicella d’Oro”, storica onorificenza della Società Geografica Italiana andata quest’anno al compositore Nicola Piovani, e che in passato ha premiato autori del calibro di Claudio Magris e Bernardo Bertolucci.

Ma il Festival non si è ancora concluso del tutto. Dal 14 al 26 settembre, infatti, andrà in scena un’appendice post Festival, con una serie di visite e incontri per la Città, dalla Casa Circondariale di Rebibbia alla Marranella, dalle case degli scrittori alle passeggiate letterarie. Per il programma completo di questo Festival nel Festival è possibile consultare la pagina www.festivaletteraturadiviaggio.it