Ogni settimana consigliamo una nostra selezione tra narrativa e saggistica di autori italiani. Buona lettura!
 
Lettere di Arturo Toscanini
a cura di Harvey Sachs
Il Saggiatore
40 euro, pp. 600
 
Fermo, preciso, a tratti furioso, il gesto di Toscanini alla guida dell’orchestra è un atto demiurgico capace di dare forma all’insieme strumentale e di plasmare il suono stesso; un movimento delle mani così intenso da rivelare la profonda complessità di un uomo vulnerabile, dall’intelligenza feroce e dalle passioni incontenibili. Incarnazione dell’artista egocentrico, costretto a scelte coraggiose seppur scomode, come il rifiuto di piegarsi ai dettami dell’Italia fascista e la volontà di non dirigere più né a Bayreuth né a Salisburgo, Arturo Toscanini divenne oltreoceano un mito vivente, dirigendo le più famose orchestre americane, dalla Metropolitan Opera alla New York Philharmonic. È il suo titanismo, umano e artistico, a prorompere da queste pagine, che raccolgono le lettere scritte da Toscanini in oltre settant’anni, dalla fine dell’Ottocento agli anni cinquanta del Novecento: anni veementi, anni impetuosi, anni in cui Toscanini è in contatto con Puccini, Debussy, Richard Strauss, Wagner, ma anche con personalità chiave della storia politica: Mussolini, Hitler, Roosevelt.
Toscanini sprona colleghi e collaboratori, offre commenti gratuiti e velenosi ai musicisti suoi contemporanei, travolge con la stessa furia e intransigenza amici, familiari, le donne amate. Dalle sue parole emerge il ritratto di un uomo vittima di pulsioni, manie e incoerenze, e insieme di un’artista totale che mai ha tradito la sua vocazione alla musica: quest’opera preziosa contribuisce così a spogliare da pregiudizi, luoghi comuni e mitomanie la biografia di colui che forgiò la figura novecentesca del direttore d’orchestra, offrendo una testimonianza di valore inestimabile, intrisa di storia e passione, imprescindibile per chiunque creda, come Toscanini non ha mai smesso di fare, che soltanto l’arte può dare forma al mondo, alla vita.
 
Arturo Toscanini (1867-1957) è stato un direttore d’orchestra, musicista e compositore italiano.
 
 
L’amore è cieco… da un occhio solo
di Aldo Onorati
Controluce
10 euro, 240 pagine
 
"Ho deciso di usare il racconto, la misura naturale del narrare, in quanto ti dà la possibilità di passare da un argomento all’altro senza costringerti a cavilli di trama, e ti fornisce il mezzo per guardare a 360 gradi la realtà variando di tema per ogni racconto. Ho voluto divertirmi sui casi della vita, la quale ne sa sempre una più di noi e del diavolo stesso. Non ce l’ho con le donne: sia chiaro subito. Piuttosto, alcuni racconti vanno letti come descrizione dei pregiudizi ancora esistenti sul gentil sesso. Non ci facciamo illusioni: la cultura millenaria è stata maschilista. La donna ha impersonato il peccato, specie nella religione. Ho usato il sarcasmo e il paradosso per sottolineare certe storture ancora a carico delle nostre compagne. Quando chiesero al dottor Johnson, nel Settecento, chi fosse più intelligente, l’uomo o la donna, rispose: ‘Quale uomo, quale donna?’ Ecco, io sono d’accordo con lui. Non è il genere (maschile e femminile) che distingue le persone, ma la singolarità irripetibile della loro essenza"
(Aldo Onorati)
 
Aldo Onorati, poeta e scrittore. I suoi romanzi sono stati tradotti in 22 lingue. Finissimo conoscitore ed impeccabile divulgatore dell’opera di Dante Alighieri.
 
 
Isabella e Lucrezia, le due cognate
Donne di potere e di corte nell'Italia del Rinascimento
di Alessandra Necci
Marsilio
pp. 688, 19,50 euro
 
Questa doppia biografia tratteggia le vite di due delle più famose protagoniste del Rinascimento italiano, Isabella d’Este marchesa di Mantova e Lucrezia Borgia duchessa di Ferrara, che divengono cognate in virtù del terzo matrimonio di Lucrezia con Alfonso d’Este. Erede di una grande dinastia, sottile stratega capace di vincere le più difficili partite dello scacchiere italiano, mecenate e collezionista, Isabella incarna il prototipo della donna politica cerebrale e ragionatrice, che antepone l’interesse dello Stato agli affetti. Lucrezia, figlia di un papa controverso e “carnale” come Alessandro vi, è invece capace di intense passioni e forti sentimenti, ma all’occorrenza si dimostra un’accorta governante e arriva a contendere a Isabella il primato di mecenate più celebrata della penisola. Le due cognate incrociano le loro esistenze con quelle dei maggiori personaggi del tempo, incarnando due diversi e significativi prototipi di “dame di potere e di corte”.
Attraverso Isabella e Lucrezia, inoltre, il libro racconta nel dettaglio l’Italia dell’Umanesimo e del Rinascimento, mettendone in evidenza la grandezza e la tragicità, gli splendori e le miserie, la complessità e le contraddizioni, gli individualismi e i particolarismi che le impediranno per molti secoli ancora di divenire uno stato unitario. È, dunque, una biografia ma anche un’analisi politica, che attraverso lo studio del passato, delle Signorie, del papato, dell’impero, dei regni nazionali, serve a comprendere meglio l’Italia di oggi. Perché la storia, come direbbe Benedetto Croce, «è sempre storia contemporanea».
 
Alessandra Necci, romana, è professore universitario e avvocato. Ha lavorato a lungo nelle Istituzioni ed è stata consigliere per le Relazioni esterne del Presidente del Senato. Ha pubblicato con Gangemi Storia di Nausicaa e con Marsilio “Il prigioniero degli Asburgo. Storia di Napoleone ii re di Roma” (2011, due edizioni), “Re Sole e lo Scoiattolo. Nicolas Fouquet e la vendetta di Luigi xiv” (2013, due edizioni, Premio Fiuggi), “Il Diavolo zoppo e il suo Compare. Talleyrand e Fouché o la politica del tradimento” (2015, due edizioni). È opinionista televisiva e docente all'università LUISS Guido Carli. È Segretario generale della Fondazione Necci. È stata insignita della onorificenza di Chevalier de l'Ordre des Arts e des Lettres dal Ministro della Cultura francese.