Ogni settimana consigliamo una nostra selezione tra narrativa e saggistica di autori italiani. Buona lettura!
 
Per ricordare il grande etologo italiano Danilo Mainardi…
L'uomo, i libri e altri animali. Dialogo tra un etologo e un letterato
di Remo Ceserano e Danilo Mainardi
Il Mulino
16 euro, pp. 240
 
Due compagni di scuola si ritrovano dopo molti anni. Divenuti nel frattempo noti studiosi – l’uno di animali, l’altro di letteratura – scoprono il piacere di divagare assieme sui rispettivi interessi, per trovarvi analogie e differenze ma anche uno stesso sentire. Ne nasce un dialogo vivace, che tocca temi assai diversi ma con un comune denominatore: il confronto fra mondo animale, mondo dell’uomo e universo letterario. Vi si parla di metamorfosi e travestimenti (da Ovidio agli occhi sulle ali delle farfalle); di delfini che si chiamano per nome, dei baci delle scimmie, dei colombi e di mille personaggi romanzeschi; dei sogni di cani e gatti, ma anche di quelli di Calvino e Jack London; di tanti altri comportamenti che accomunano l’uomo agli altri animali e che trovano riflesso nella letteratura di ogni tempo.
 
Remo Ceserani ha insegnato Letterature comparate nell’Università di Bologna. Con il Mulino ha pubblicato tra l’altro «Il fantastico» (1996), «Il testo poetico» (2005), «Il testo narrativo» (con A. Bernardelli, 2005), «La letteratura nell’età globale» (con G. Benvenuti, 2012). Danilo Mainardi è stato professore emerito all’Università Ca’ Foscari di Venezia e direttore della Scuola internazionale di Etologia del Centro E. Majorana di Erice. Tra i suoi libri: «L’animale culturale» (Rizzoli, 1975), «L’animale irrazionale» (Mondadori, 2001), «Nella mente degli animali» (Cairo, 2006). Ha collaborato con «Superquark» (Rai1) e scrive sul «Corriere della Sera».
 
 
La lingua della radio in onda e in rete
di Enrica Atzori
Franco Cesati Editore
€12.00, 120 pagine
 
Oggi la radio ha trovato un nuovo spazio nella vita delle persone: la ascoltiamo mentre siamo in macchina, mentre facciamo sport o cuciniamo, in cuffia mentre siamo in metrò. E, mentre ascoltiamo gli speaker o una canzone, chattiamo su Whatsapp, apriamo Facebook, postiamo un’immagine su Instagram, consultiamo il meteo. Sono cambiati, dunque, i contesti d’uso, i mezzi, le tecnologie, che la radio ha assorbito e fatto proprie per entrare in contatto con i propri ascoltatori – dall’account Twitter, Facebook, Instagram, Telegram, Whatsapp al proprio canale You Tube. Anche la radio, dunque, è diventata social, e gli ascoltatori networked listeners, ‘ascoltatori connessi’. E “connessi” significa anche ‘rumorosi’, perché anch’essi diventano fonte, moltiplicatori di contenuti: testi, immagini e video che inviano alla radio o pubblicano direttamente sui loro profili social. Insomma, il confine tra chi parla e chi ascolta oggi non è mai
stato così labile. Per questo ha senso studiare non più soltanto come parla la radio e come si rivolge al proprio pubblico, ma anche come parla il pubblico alla radio: perché significa studiare la società contemporanea.
Attraverso lo studio di chi parla e di chi ascolta riscopriamo la centralità della radio nella quotidianità e la sua capacità di influenzare i modi di comunicare, di informarsi, di divertirsi, di pensare, e di parlare.
 
Il volume, introdotto dalla prefazione di Tiziano Bonini, offre un quadro sintetico della radio contemporanea in Italia, ormai ibridata con la rete. Non solo la radio è «il primo social network del Novecento», ma emittenti e programmi integrano la propria comunicazione in onda e nelle reti sociali (social radio) ed è necessario quindi studiarla congiuntamente nelle due declinazioni. Nel testo si analizza la lingua dei programmi radiofonici più seguiti e delle pagine dei programmi radio più coinvolgenti su Facebook, con particolare attenzione all’interazione del pubblico. Mentre il telefono aveva sancito per gli ascoltatori della radio il diritto di parola, le reti sociali realizzano il “diritto di scrittura” per tutti.
 
 
L'uomo che veniva da Messina
di Silvana La Spina
Giunti
€ 15,30, 352 pagine
 
Messina, 1479. Un uomo sta morendo nella sua casa, dopo aver vagato per mesi accompagnato da una bara con dentro una giovane donna. E' Antonello da Messina, il grande pittore siciliano, appena tornato da una Venezia flagellata dalla peste.
Antonello è famosissimo ormai. Ma la Sicilia non ama i suoi figli più geniali e Antonello lo sa. Per questo adesso, nel delirio finale, invoca il vecchio maestro Colantonio.
Quel delirio gli farà rivivere l'infanzia pezzente e l'incontro con i misteriosi artisti del Trionfo della Morte; lo porterà da una Napoli dominata dai cortigiani, come il Panormita e la bella Lucrezia, alla Roma dei cardinali cialtroni e delle puttane; dalla Mantova del Mantegna, alla Arezzo di Piero della Francesca. Da Bruges, dove finalmente scoprirà l'amore e persino il segreto della pittura a olio, a una Venezia che gli darà fama e gloria e l'amicizia coi Bellini.
Il romanzo - scritto in una lingua ora lucida ora appassionata - è anche l'affresco dell'epoca, crudele, affamata di gloria, dove domina l'Angelo della Morte.
Tanti sono i comprimari di questa vicenda, dai familiari meschini e sanguisughe, alla nana Nannarella morta per amore nei vicoli di Napoli; dall'aristocratica Volatrice e forse erede al trono di Sicilia, al buffone Cicirello; dai viceré scaltri, ai fanatici frati Osservanti, che scatenano a Messina rivolte contro il malgoverno.
Ma in quei viaggi una sola luce per Antonello: Griet, la figlia bastarda di Van Eych. E una sola ossessione: la pittura a olio dei fiamminghi.
Un romanzo storico? Un romanzo picaresco e sulfureo? Un romanzo sull'arte o un romanzo sull'amore estremo?
Forse solo un romanzo su un uomo, Antonello, che fece della sua ambizione un'arma, della fame di carne e di femmine un'ossessione, della pittura uno strumento per durare in eterno.
 
SILVANA LA SPINA è nata a Padova da madre veneta e padre siciliano. Ha pubblicato il volume di racconti Scirocco (La Tartaruga 1992, premio Chiara) e i romanzi: Morte a Palermo (La Tartaruga 1987, Baldini & Castoldi 1999; premio Mondello), L’ultimo treno da Catania (Bompiani 1992), Quando Marte è in Capricorno (Bompiani 1994), Un inganno dei sensi malizioso (Mondadori 1995), L’amante del paradiso (Mondadori 1997), Penelope (La Tartaruga 1998), La creata Antonia (Mondadori 2001), La continentale (Mondadori 2014). Sempre per Mondadori sono usciti i tre romanzi dedicati alle indagini del commissario Maria Laura Gangemi: Uno sbirro femmina (2007), La bambina pericolosa (2008) e Un cadavere eccellente (2011).