Torino, 22 febbraio 2017 - Nelle date tra 18 e 22 maggio si svolgerà la trentesima edizione del Salone del Libro di Torino, che oggi è stata presentata nell'Aula Magna universitaria della Cavallerizza Reale. Accanto a Nicola Lagioia, Direttore editoriale del Salone, e a Mario Montalcini, Presidente della Fondazione per il libro, la Musica e la Cultura, sono intervenuti il Rettore dell'Università di Torino Gianmaria Ajani, Massimo Bray, Direttore Generale dell'Istituto dell'Enciclopedia italiana Treccani (in collegamento Skype da Roma) e - in videoregistrazione - Monica Barni, vicepresidente della Regione Toscana (la regione ospite del #SalTo2017) nonché Assessore regionale alla cultura. Presenti anche la Sindaca Chiara Appendino, il Presidente della Regione Piemonte, Sergio Chiamparino, e Michele Coppola, rappresentante di Intesa Sanpaolo - socio fondatore.

 

"L'Ateneno torinese, ha affermato il prof. Ajani, parteciperà alla fiera con un particolare coinvolgimento. Nel 2017 si è infatti qualificata nelle statistiche di Anvur come la prima università italiana per quanto riguarda la Terza Missione", che punta all'interazione tra università e territorio, in prospettiva di crescita occupazionale e sviluppo. Nella volontà di migliorare l'integrazione tra carta e digitale, ha aggiunto Ajani "il progetto del Salone mira a proporre ai visitatori un'esperienza di vita e non solo un'occasione di visita agli stand".

Saranno quattro le direttrici che guideranno la presenza dell'Università ai lavori del salone: comunicazione, formazione, lavoro rivolto al pubblico e analisi d'impatto "sui livelli di restituzione e di impatto economico e sociale, basata strumenti che mettono in gioco i big data". Le azioni si svilupperanno nello spazio Open Science. Il tema dell'accesso aperto ai dati della ricerca è specialmente attuale, e riguarda in particolare (ma non solo) l'editoria scientifica. "Si tratta di un ramo economico della pubblicistica che ha assunto costi formidabili e implica un trasferimento di investimenti pubblici in mano privata." Riviste come "Nature" o "Science", e molte altre autorevoli testate, hanno un fine di profitto. Investire nel campo dell'open access e open science dunque "implica la possibilità restituire i risultati con modelli senza profitto con notevole riduzione degli investimenti pubblici".

Confermate le conferenze di approfondimento e i seminari tematizzati sul rapporto tra scienza e comunicazione, nonché sulle modalità per indirizzare l'opinione pubblica attraverso i media. "Inoltre, ha concluso il Rettore Ajani, lavoreremo sull'internazionalità con il coinvolgimento della rete delle città Unesco in particolare con centri come Edimburgo, Melbourne, Berlino, Cracovia e Granada". 

Prendendo la parola, Massimo Bray in collegamento Skype da Roma, si è detto convinto che "i partecipanti, autori e editori, faranno di questa edizione una delle più internazionali." Citando Pennac ha poi aggiunto che "Un libro ben scelto ti salva da qualsiasi cosa" e può allontanare le paure, aiutando le comunità. "Questo salone, ha concluso, ci darà la forza di credere nel valore di una comunità che si ritrova attorno al valore di un evento così importante."

Il Presidente Montalcini parla di "razionalizzazione e riorganizzazione del presidio amministrativo finanziario, grazie anche all'opera del Segretario Generale Giuseppe Ferrari e del suo staff che permetterà di gestire positivamente il Salone 2017 e programmare un futuro di medio-lungo termine." 

La Regione ospite sarà la Toscana ed è stato annunciato il partenariato con Matera 2019 accanto ad una lunga serie di contributori e sponsor (l'elenco completo si può consultare nel sito della manifestazione). Tra gli eventi promozionali, la Compagnia del Buon Cammino sta piantando 100 bandierine con i simboli del #SalTo17 su altrettante cime delle Alpi piemontesi, mentre si prepara a 'marciare' sul Lingotto in occasione dell'apertura del Salone.

Un capitolo a parte per la progettazione grafica, derivata da un lavoro di gruppo con gli editori e realizzata da GiPi. Ne ha parlato approfonditamente Nicola Lagioia, presentando anche l'immagine del Salone. "Ce la stiamo facendo, ha detto il direttore, per scaramanzia non voglio dire che ce l'abbiamo fatta già. Ma posso anche dire che, come dice una bellissima poesia (di Ezra Pound): Quello che veramente ami non ti sarà strappato. Quello che veramente ami è la tua vera eredità."

Qual è l'eredità? "Quella del Salone di Torino, un patrimonio da conservare e rilanciare. La bibliodiversità è la vera ricchezza, quella del pluralismo e della molteplicità delle voci, ha detto ancora Lagioia, ed è questa la ricchezza e la garanzia della democrazia". Dare spazio a molte voci è meglio che ascoltare un monologo.

Lo spazio dell'International book Forum per lo scambio di diritti tra editori, per la prima volta si aprirà anche all'audiovisivo. "Ci saranno anche i produttori cinematografici e televisivi che cercano contenuti, ad esempio, per le serie tv". Ma ci sarà anche uno spazio dedicato ai Festival culturali, dove i singoli festival si potranno presentare ai lettori e interagire tra loro.

In un'area realizzata in collaborazione con Slowfood, infine, la bibliodiversità e la biodiversità si metteranno a tavola insieme. I temi culturali del cibo, enogastronomia, produzione e consumo alimentare, faranno incontrare gli editori che si occupano di gastronomia e cultura del cibo.

Da segnalare, nel Bookstop Village, i migliori libri illustrati che raccontano arte ai bambini e iniziative "per la scuola del futuro nell'area digitale". Prosegue la collaborazione con la Scuola Holden, che cura la comunicazione online del Salone. Tra i partecipanti internazionali, come sempre, quelli del Premio Mondello con la sua sezione internazionale e scrittori da tutto il mondo. 

Il nome dell'edizione

L'edizione XXX del Salone del libro ha titolo Oltre il confine. "Fino a qualche decennio fa, ha spiegato Lagioia, i confini sembravano destinati a scomparire. Invece stanno tornando. I muri sembravano abbattuti ma si torna a volerli costruire. Sull'idea di muro contrapposta all'idea di ponte si ragionerà molto, in questa edizione". Il Salone si candida a non essere una semplice vetrina editoriale, ma si propone di incidere sulla realtà. "Non è uno struscio sul corso principale della città dell'editoria".

Dopo la finestra sul vicino oriente aperta lo scorso anno con Anime arabe, tocca agli Stati Uniti: "Bob Dylan ha vinto il Nobel e Trump è diventato Presidente degli Stati Uniti. Appartengono quasi alla stessa generazione: sono vocati a sollevare muri o a spalancare orizzonti? Ammesso che un paese abbia una sola vocazione, qual è quella degli USA?Another side of America propone "l'idea di raccontare un mondo nel quale, il confine e le frontiere sono necessari per capire il mondo contemporaneo: Brexit, confini attraversati da flussi migratori, altri tipi di confini sono rappresentati da fratture economiche, culturali o religiose e sociali, fratture di genere. Il Salone di Torino parlerà al femminile, ricordando che la cultura purtroppo non è un'isola felice."

Scienza, tecnologie, traduzioni: Lagioia ha infine ricordato che le Letture ad alta voce quest'anno coinvolgeranno gli istituti italiani di cultura all'estero.

Tra i numerosi appuntamenti ricordati, il 28 aprile - nell'aula magna della Cavallerizza - sarà presente il Nobel per la letteratura Svetlana Aleksevich

La metafora della cultura che supera i confini è stata affidata alle parole di Rocco Scotellaro (la serata del 18 aprile sarà dedicata alla collaborazione con #Matera2019): 

Io sono un filo d’erba
un filo d’erba che trema.
E la mia Patria è dove l’erba trema.
Un alito può trapiantare
il mio seme lontano.

 

Un seme che fa crescere la diversità e la varietà, e anche "la libertà". Di libertà e qualità dell'editoria, filiera editoriale, via Francigena e altro ha parlato Monica Barni, nel video intervento che ha concluso i lavori della mattinata.

 

 

vn