Inaugurata a ridosso delle festività natalizie e visitabile fino al prossimo 3 aprile, la mostra “Illuminati. Immagini dalla letteratura: Bellini, Dalì e i contemporanei” approfondisce la funzione iconografica delle opere letterarie, indagando la loro capacità di ispirare da sempre il lavoro degli artisti visivi. L’esposizione, “diffusa” nel centro storico della città di Pesaro, prende vita secondo un percorso espositivo corale, che coinvolge i Musei Civici di Palazzo Mosca, Casa Rossini e lo Scalone Vanvitelliano della città marchigiana. La mostra attraversa diverse epoche ed aree geografiche, prendendo le mosse dall’antica pratica della miniatura, inizialmente limitata alla decorazione delle lettere iniziali dei diversi capitoli di un manoscritto. A partire dal XIV secolo però, complice il diffondersi di illustrazioni di piccolo formato, il significato di miniatura passò genericamente ad indicare dipinti e decorazioni di dimensioni ridotte, riferendosi, nello specifico, alla trasformazione di un testo scritto in un’immagine allo scopo di renderlo più comprensibile e immediatamente fruibile a tutti.
In dialogo con tre importanti luoghi storici di Pesaro, la mostra è l’occasione per assistere ad un confronto inedito tra reperti che testimoniano sin dall’antichità l’uso di testi letterari come fonti iconografiche per le opere d’arte. Il percorso espositivo parte dal capolavoro di Giovanni Bellini “L’Incoronazione della Vergine”, una delle più celebri versioni della storia di San Giorgio che uccide il drago, così come riportata dalla “Legenda Aurea” di Jacopo da Varagine. La seconda sala riunisce importanti esempi di opere tratte dalle “Metamorfosi” di Ovidio e dalla Bibbia. Tra questi la “Morte di Adone” di Giovan Francesco Gessi ed Ercole e “La Caduta dei Giganti” di Guido Reni.
Non mancano realizzazioni novecentesche, tra le quali senza dubbio spiccano le opere di Salvador Dalì, con le sue fantasiose tavole surrealiste dedicate all’Inferno di Dante, e il video dell’artista contemporanea Rä di Martino, ispirato al racconto “The Swimmer” di John Cheever. L’opera chiude la prima tappa del percorso e sottolinea come l’utilizzo della letteratura come fonte iconografica per le immagini visive, sia stata pienamente ereditata in età moderna dal cinema. L’esposizione prosegue a Casa Rossini dove al secondo piano sono allestite le tavole del Purgatorio di Dalì, in dialogo con alcuni volumi pregiati della Divina Commedia della collezione Olivieri. Il piano interrato è invece dedicato all’arte contemporanea, con la suggestiva scultura “Giuliano e Delio” di Francesco Arena, tratta dalle “Lettere dal Carcere” di Gramsci. Lo Scalone Vanvitelliano accoglie, infine, il Paradiso di Dalì che introduce l’ascesa a spirale dello scalone. In questa cornice particolarmente evocativa troviamo anche “Terra”, l’installazione sonora di Francesca Grilli, ispirata dal libro cinese de “I Ching”.