Nella notte tra il 13 e il 14 settembre moriva a Ravenna Durante di Alighiero degli Alighieri. In occasione di questo anniversario, abbiamo pensato di proporre al pubblico più giovane una lettura davvero inconsueta dell’opera dantesca: un progetto che traspone in chiave rock-metal l’opera di Dante. Gli autori di questo lavoro musicale sono gli Starbynary. La redazione della Dante ha intervistato uno dei membri del gruppo, Luigi Accardo (alla tastierista) e con lui abbiamo immaginato un Dante “amante dei contrasti forti, creatore di tinte scure e aperture luminose nel giro di poche frasi, (che) avrebbe apprezzato il rock e la sua asprezza.”

Chi sono gli Starbynary?
Starbynary è il nome di un progetto nato – nel 2012 – dall’idea di Joe Caggianelli (ex Derdian), cantante milanese, e del chitarrista triestino Leo Giraldi. Poiché l’intenzione era quella di districarsi tra i severi canoni del genere chiamato comunemente “power/prog”, il terzo elemento inserito nel progetto è stato immediatamente quello del tastierista. La mia avventura con questa band è cominciata in quel momento: da sempre ho nutrito una forte passione per il genere, nonostante sia principalmente attivo nel campo della musica classica (barocca, nello specifico).
La band, che ha pubblicato il suo primo disco dal titolo Dark Passenger, nel 2014, (uscito negli USA nel 2015) attualmente è completata da Alfonso Mocerino, da Napoli, (Temperance) alla batteria e Sebastiano Zanotto, da Padova, (Break Queen) al basso.

Come è nato il progetto di trasporre in chiave rock-metal l’opera di Dante?

L’idea originaria è stata di Joe Caggianelli, appassionato fin dai tempi del liceo di letteratura italiana. Il banco di prova proposto ci è sembrato subito impervio, ma allo stesso tempo intrigante. La Commedia è stata fonte di ispirazione per le più diverse tipologie di artisti. Anche nel rock non mancano gli esempi: il nostro progetto però, differisce per il fatto di essere il primo nel genere strutturato su 3 dischi (Inferno, Purgatorio, Paradiso), a loro volta divisi in 11 canzoni ciascuno, con evidente richiamo alla struttura del capolavoro dantesco. L’ultima traccia, in tutti e tre gli album, si chiama STARS, con riferimento preciso al “riveder le stelle”, dopo una lunga e travagliata avventura.
Inferno è uscito a Febbraio 2017 con l’etichetta italiana Revalve Records. Attualmente stiamo già lavorando alla stesura di “Purgatorio”, oltre che attivi nella parte “live”, quindi dei concerti dal vivo.

Il vostro confronto con la Divina Commedia come è avvenuto? La scelta dei canti?

La Commedia è ricca di spunti tematici, di personaggi affascinanti e di immagini forti. Abbiamo deciso di procedere canto per canto, scegliendo ciò che ritenevamo più adatto al percorso che intendevamo seguire e, ovviamente, al genere musicale proposto. Quindi in alcuni casi argomento di una canzone possono essere uno o più personaggi, in altri il racconto di una vicenda, in altri ancora un concetto astratto più generale. Penso che la tracklist di Inferno, possa essere esplicativa a riguardo:

01. The Dark Forest
02. Gate Of Hell
03. In Limbo
04. Paolo e Francesca
05. Medusa and the Angel
06. Seventh Circle
07. Malebolge
08. Soothsayers
09. Ulysse's Journey
10. The Tower of Hunger :
11. Stars :
I. LUCIFERO
II. COSMO
III. FINALLY ASCENDANT

È sempre un rischio creare un’opera su ispirazione di un’altra e in questo caso il riferimento è più che aulico…

Mi piace pensare che Dante, personaggio ben lontano dal “politically correct” tanto di moda oggi, amante dei contrasti forti, creatore di tinte scure e aperture luminose nel giro di poche frasi, avrebbe apprezzato il rock e la sua asprezza. Il rischio è, come giustamente scritto, molto alto. Noi abbiamo fatto del nostro meglio, nel pieno rispetto del testo e dei contenuti che esso trasmette. Ad oggi Inferno ha ricevuto un centinaio di recensioni in tutto il mondo, pressoché tutte estremamente positive. Siamo soddisfatti del risultato. Siamo ancora all’inizio però, mancano due macigni imponenti.

Non sarebbe stato più facile musicare Dante con un repertorio classico? Qual è la vostra sfida?

Non saprei se più facile, sicuramente molto più scontato. Inoltre si sarebbe trattato di un adattamento: scegliere la musica di autori del passato da associare ai versi del sommo poeta, in modo del tutto arbitrario.
Aver scritto di proprio pugno la musica non lascia spazio a fraintendimenti o polemiche di sorta.
Il genere che proponiamo è basato su forti sonorità, cambi di andamento e agogica improvvisi, utilizzo di tempi dispari, potente emissione vocale, virtuosismo strumentale fine al raggiungimento di un’idea estetica ben precisa.
La nostra sfida è duplice: se da un lato portiamo avanti con passione la nostra musica, a prescindere da temi e argomenti trattati, dall’altro riteniamo – forse peccando di presunzione, abbiamo già avuto dei piccoli ma per noi importanti riscontri in tal senso – di portare il nostro modesto contributo alla diffusione del capolavoro letterario Dantesco, specialmente tra le fasce di età più giovani e tra i seguaci del movimento metal, con un occhio di riguardo all’estero, dal momento che il disco è cantato in Inglese, sebbene alcune frasi o parole estremamente significative e rinomate siano state volutamente lasciate come nel testo originale (alcuni esempi: galeotto; lasciate ogni speranza o voi ch’entrate; fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e canoscenza etc).

E.G.