di Paolo Peluffo

Che cosa è, dunque, l’Enciclopedia infinita della Società Dante Alighieri che ha preso il via il 30 maggio 2017?

Editoriale di Paolo Peluffo

Cari amici, cari soci, il Consiglio centrale del 23 marzo 2017 ha deciso di aprire una grande stagione di mobilitazione, di riprogettazione, di rinnovata energia e creatività a favore dei Comitati e dei soci della Dante in Italia.

La Dante, luogo della riflessione strategica per la promozione di lingua e cultura italiane

Di Paolo Peluffo

di Paolo Peluffo

Pagine della Dante raddoppia. Dai vecchi quattro numeri annui, l’abbonamento dei soci consentirà di averne otto: quattro numeri della rivista ripensata, reimpaginata e ridisegnata per accompagnare il rinnovamento della nostra Società; tre numeri del supplemento culturale Apice, dedicato ai grandi anniversari della cultura italiana; e un libro di approfondimento sul tema dell’anno. Per il 2016 inizieremo con una riflessione sui cinquecento anni dalla prima edizione, in Ferrara, dell’Orlando Furioso. In tutto, otto fascicoli invece di quattro. Allo stesso prezzo di prima.

Non cambia soltanto l’offerta, la dimensione del nostro impegno per i lettori. Cambiano la filosofia, la strategia di una Società Dante Alighieri che, sotto la guida di Andrea Riccardi, si muove verso un cambiamento storico che la ponga al centro della politica culturale italiana, della produzione culturale italiana, della sua promozione nel mondo.

La forza della nostra società, lo sappiamo bene, è la nostra “rete”. La Rete Dante, con i suoi 480 Comitati, non si è mai demotivata, nemmeno nei tempi peggiori, non ha ridotto la propria attività nemmeno nei tempi più cupi della demonizzazione del sostegno alla cultura, dei tagli indiscriminati e immotivati. Oggi, per avviare il rilancio, Pagine della Dante approfondirà in ogni numero alcuni casi importanti di Comitati particolarmente attivi, in Italia e nel mondo, offrendo loro voce, intervistandoli per spiegare il proprio impegno, ma riflettendo anche come migliorare, indirizzare queste energie spirituali del “sistema Italia”. Racconteremo la Società Dante Alighieri che si spinge fino alla “fine del mondo” per conservare l’amore per la nostra cultura, partendo per esempio da Recife in Brasile, che è il Comitato più ampio a livello internazionale, al momento; segnalando altresì in ogni numero un “caso nazionale”; e per prendere l’abbrivio abbiamo scelto,  meditatamente, il caso dell’Austria, non solo perché il Brennero è tornato a essere un luogo d’interesse per la cronaca, ma perché quel Paese, di eccezionale livello intellettuale, raccoglie tanti soci della Dante quanti ne abbiamo qui da noi, tanto è forte l’interesse, la passione per l’Italia, ed è la cultura che ci impone, come un dovere, la comprensione reciproca, nell’Europa nostra casa comune, che ci appare sempre più sofferente, esposta ad avventure, sbandamenti emotivi imprevedibili, e che solo la cultura, lo studio della storia possono smorzare.

Pagine della Dante sarà anche il luogo per misurare e confrontare la realizzazione del Documento di Programmazione delle Attività Culturali che rappresenterà sempre di più un faro per le nostre iniziative. Ne favorirà l’aggregazione e il confronto.

Una rivista, un bollettino, sono necessari, ma sempre più vanno vissuti come il perno ruotante di un sistema editoriale che si muove nel digitale come nell’analogico. Il sito Internet www.ladante.it, i nostri “social”, il canale Youtube, la lettera settimanale, la produzione di libri digitali, che si è avviata recentemente con la pubblicazione, a titolo gratuito, su tutte le maggiori piattaforme dell’antologia di Giovanni Pascoli curata da Alberto Casadei. Ecco tutto questo si muoverà armonicamente come un sistema unico che edifica senza sosta un intrico di ponti tra l’alta cultura e il pubblico di oggi. Noi non rinunciamo e non rinunceremo mai all’alta cultura, pur avendo scelto come scopo principale lo sviluppo di metodologie moderne di divulgazione. Per questo chiameremo ad aiutarci i grandi intellettuali, gli accademici, gli studiosi solitari, i giovani ricercatori, gli scrittori, i poeti, gli storici, gli artisti, gli attori, i registi.

Invitiamo dunque i soci dei tanti Comitati non solo a leggerci, ma a produrre con noi, a inserire filmati su Youtube, a inviarci segnalazioni. La redazione le accoglierà con cura e interesse come doni preziosi, auspici per il nostro futuro.

di Paolo Peluffo

La nuova serie di Pagine della Dante, fin dal primo numero, si è proposta un compito semplice e tuttavia nobile, forse strategico. Il catalogo. I numeri della nostra Rete. Guardiamoli bene questi numeri e queste cartine geografiche. Leggiamoli insieme, comunichiamoli agli altri, ai nostri interlocutori istituzionali, ai consoli, agli imprenditori, ai professori che in Università straniere si dedicano alla cultura, alla storia europea, romanza e italiana. Serviranno a darci fiducia, a istillarci energia rinnovata. Perché è un piccolo miracolo quello che noi elenchiamo. Come si spiegano i 955 studenti di Santa Fe – nel Nord Est dell’Argentina tra il fiume Salado del Norte e la Laguna Setubal del Paraná – un Comitato animato da ben 362 soci; e che dire dei 105 studenti di Skopje alle porte dei Balcani; dei 308 studenti di italiano (e 240 soci) alla Dante di Tbilisi in Georgia; e i 145 corsi della nostra Dante di Tokyo, punta avanzata in termini di didattica e strumentazione digitale; i 2.505 soci che alimentano i 292 corsi dei 13 Comitati in Australia e Nuova Zelanda, con ben 3.413 studenti tra Adelaide, Brisbane, Canberra, Sidney, Auckland e Wellington e altri?

E che cosa dire dei 741 soci Dante che persistono a promuovere la cultura italiana in uno dei paesi più ricchi del mondo, il Regno dei Paesi Bassi? Abbiamo immaginato Pagine della Dante come un catalogo di informazioni, un luogo per confrontarsi, una sorta di esercizio spirituale, un manuale dell’entusiasmo. 

La Famiglia Dante Alighieri c’è ancora. Si è ringiovanita, forse più all’estero che in Patria. Ma soprattutto deve ora guardare come una grande opportunità a quello che, visto da qui, dalla Capitale d’Italia, è il nostro maggiore problema. Non se ne parla volentieri, perché è il segno di un male oscuro, di un silenzioso giudizio di condanna contro noi stessi, contro quello che abbiamo saputo costruire in questi ultimi venti anni. Eppure pur dobbiamo dire, ancora con i numeri, che nel corso del 2015 ben 107.529 italiani si sono iscritti all’AIRE, e quindi sono espatriati stabilmente. Che tra loro 54.540, e cioè oltre il 50%, sono giovani tra i 20 e i 40 anni. I migliori dei nostri figli. La migliore gioventù, la quale non solo espatria, ma lo fa volentieri, andando a ricercare lavoro e studio, programmandolo fin dal liceo, desiderando la fuga all’estero, alla ricerca di speranze, di una prospettiva accettabile, onesta, per persone altamente qualificate. Eppure abbiamo ancora una buona scuola, una buona università. Non tutto è da buttare. Eppure ci crediamo poco e pensiamo a come finanziare la fuoriuscita dei nostri figli. E gli altri paesi, soprattutto europei, ne hanno un enorme beneficio: un capitale umano straordinario e anche ben formato.

Tra il 2006 e il 2015 gli espatriati stabilizzati all’estero sono stati 817 mila. È una nuova diaspora. Diversa dall’emigrazione di fine Ottocento e inizio Novecento, dalla diaspora degli anni Cinquanta e Sessanta del secolo scorso. Se ne vanno i più istruiti. Vanno a riempire ospedali, università, studi legali e di progettazione, perfino diplomazia e amministrazione di altri paesi. Nel 2015 la maggioranza di loro proveniva dalla Lombardia (20.088 emigrati) e in seconda battuta da Veneto (10.374) e Sicilia (9.823). E ovviamente non consideriamo che un numero equivalente va all’estero senza assumervi subito residenza.
La rete Dante Alighieri deve offrire un luogo di discussione ai nostri ragazzi della “Nuova Diaspora”. Dobbiamo immaginare un grande programma di produzione culturale per non disperdere il contatto con ognuno di questi giovani e meno giovani, e sperare che, un giorno, l’Italia torni ad alimentare la speranza nel futuro.