La scorsa settimana si è svolto a Napoli il XX Congresso dell’ADI, l’Associazione degli Italianisti, dal titolo La letteratura italiana e le arti. In quell’occasione è stata inaugurata la mostra "... quella favella a cui cedono tutte le vive", visitabile fino alla fine del mese, presso la Biblioteca nazionale “Vittorio Emanuele III” di Napoli dedicata alla storia della letteratura italiana attraverso le opere dei maggiori interpreti della tradizione italiana - Dante, Ariosto, Tasso, Vico - conservate dalla biblioteca stessa.

Il percorso espositivo, curato da Fabiana Cacciapuoti, accompagna il visitatore alla scoperta di ottocento anni di storia letteraria ospitando manoscritti, codici miniati e autografi. È così possibile godere del fascino di esemplari rari e pregiati della Divina Commedia, del Decamerone, del Canzoniere, delle pagine autografe dell’Orlando Furioso e della Gerusalemme liberata e delle firme di Giambattista Vico, Francesco de Sanctis, Giuseppe Ungaretti e Giacomo Leopardi, i cui versi, anche questi esposti, hanno ispirato il titolo della mostra.

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