A cura di Giuseppe D'Antonio

In che modo gli avvenimenti biografici di Croce, che hanno segnato profondamente la sua adolescenza, hanno contribuito a modellare le pieghe del suo pensiero?

L’evento che in qualche modo cambia radicalmente la sua esistenza è indubbiamente il terremoto che inghiottì i genitori e la sorella. A seguito di quell’evento Benedetto vive per due anni a Roma, in via della Missione, a due passi dal Parlamento. Egli viene, cioè, traumaticamente privato delle radici affettive e catapultato da Napoli nella Capitale, lontano da tutti i ricordi dell’infanzia. Sono anni in cui deve combattere con l’angoscia, domata a fatica con il lavoro erudito. È su queste premesse che, riconquistata la sua autonomia e tornato a Napoli, Benedetto rinasce a nuova vita, cercando anche – qui il nesso con la sua opera – di tessere un orizzonte di sicurezza che riedificasse dalle passate macerie e placasse i morsi dell’angoscia. L’erudizione presto non gli basta più e inizia a riflettere storiograficamente con più ampio respiro di interessi e, soprattutto, a pensare filosoficamente in modo sistematico.

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