A cura di Andrea Ciarlariello

Una delle prospettive che ci permettono di parlare dell’attualità di Dante Alighieri è quella biografica: un poeta che vive pienamente la contemporaneità, uno spirito libero?

Sì, cominciamo dalla biografia, quella di un uomo altero e consapevole del suo valore. Un uomo che, nonostante non possieda il concetto di genio, nato con il romanticismo, sa di essere un poeta forte, grande e che difende con coerenza questa sua condizione a costo di andare incontro ai noti inconvenienti e disagi, dover scendere e salire le scale dei palazzi per non sottostare al dominio di alcuno. Ciò che rende unici, i versi di Dante, specialmente nella Commedia, è la varietà dei registri: un apertura di spettro che gli consente di descrivere con cruento realismo le scene più atroci, ma anche di descrivere il sublime. Questo è uno dei punti fondamentali della Commedia e del suo autore, cioè la capacità di parlare di Maria “Vergine madre, figlia del tuo Figlio” e di descrivere lo stomaco come “‘l tristo sacco che merda fa di quel che si trangugia”. Dante, nel cui cielo domina la filosofia scolastica, trascina questa filosofia al livello dell’umanità, di cui riproduce i registri che coesistono nella natura dell’essere umano, che variano dal sordido al sublime.

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