Virgilio Sieni racconta del suo incontro con Dante, avvenuto nella sua famiglia contadina con “strofe cantate lavorando nei campi”. In questo modo i suoni diventarono una “cadenza che andava a collegare la lingua con tutto quello che afferiva al sistema motorio”. Da Dante alla danza, per Sieni, ogni cantica è un “continuo sprofondare in ogni dettaglio del corpo”, in un disegno che mostra uno spazio concreto e orizzontale, ma anche uno ultraterreno in una visione tridimensionale. E sulla danza ai tempi di Dante, dice Sieni: “l’apparente distanza tra una danza giullaresca e una danza coreografica, dettata da un movimento più geometrico e fondato sul numero, caratterizza molto quello che è il periodo di Dante”. Numero e geometria, elementi distintivi della Commedia, confluiscono in “Ballo 1265”, spettacolo che a dicembre 2015 chiuderà i festeggiamenti del 750° anniversario dalla nascita di Dante. Cento danzatori e persone comuni si cimenteranno in “una coreografia impossibile”. Un atlante sul mettersi in cammino.

Il “mio Dante” è quello che riesce, nel suo immaginario, nella sua persona e nella sua esperienza personale, e anche nella sua battaglia politica all'interno della comunità civile e di quella ecclesiale, a trovare le ragioni per raccontare quell'opera universale che è la Divina Commedia, un'opera che ha segnato la cultura di tutte le nazioni e di tutte le lingue. Dante continua perciò ad essere una figura molto popolare e anche chi non ne ha mai letto una sola terzina cita, inconsciamente, la Divina Commedia, questo proprio perché è un'opera che è nel DNA di ogni italiano, anche di chi non l'ha mai letta.

Nonostante sia un autore molto noto, di Dante abbiamo poche notizie biografiche, in gran parte ricavate dalle sue stesse opere. L’esiguità di tali informazioni, così come una scrittura (parliamo della Commedia), basata “sul non detto, sullo scorciamento, basata sull’allusione”, “lascia al buio il lettore molte volte” ed è affine al nostro modo di concepire l’opera d’arte, assegnando valore al non detto. La modernità di Dante risiede dunque nei contenuti e nel tipo di scrittura, in qualche modo simile a quella dell’Ulisse di Joyce, “un testo che ha fondato la modernità”. Ma – dice Santagata – “non mi piace l’idea di attualizzarli come spesso si tende a fare: Dante contro lo strapotere della finanza, del fiorino e del denaro”. L’epoca di Dante era molto diversa dalla nostra. Perché è così amato a livello internazionale? Non è amato ovunque allo stesso modo, la sua popolarità “varia molto da zona a zona, da cultura a cultura […] ogni contesto culturale ha le sue motivazioni”.

#dantemania

#dantemania

750 anni di Dante

Dante ha 750 anni, ma noi continuiamo a leggerlo e ci prepariamo, con #Dantemania, alle celebrazioni dantesche del 2021. Inizia nel 2015 il conto alla rovescia per i settecento anni dalla morte di Dante Alighieri, uno dei poeti italiani più studiati e amati #italofonia

In primo piano:

ArtWireless

bannerAW

La cultura viaggia senza fili

Progetto online di informazione per l'arte, idea di cultura che viaggia senza fili e prodotto utile al sistema museale pubblico e privato, agli studiosi, ai collezionisti, agli artisti, ai galleristi e a tutti gli amanti della cultura desiderosi di conoscere ciò che accade nel mondo dell'arte.

In primo piano:

I Parchi Letterari®

logoParchiLetterari

Scopri i Parchi Letterari® Italiani

Accade a volte di sognare tra le pagine di un libro; ma che ne direste se ad avvolgersi attorno a voi fosse un intero Parco Letterario? Scopri i nostri percorsi ed itinerari attraverso i luoghi di vita e di ispirazione dei grandi scrittori di tutti i tempi.

In primo piano:

Comitato della settimana

L'intervista

Paolo Cognetti

Il voto della Società Dante Alighieri per l’edizione 2017 del Premio Strega va a Paolo Cognetti, autore del libro Le otto montagne (Einaudi). Lo scrittore è stato il più votato dai circoli di lettura promossi nei Comitati della Dante. Guarda l'intervista